Riporto un mio contributo al dibattito cittadino che, sulle pagine de Il Secolo XIX, si sta interrogando sul ruolo dell'Università a Savona.
Ho letto con grande interesse il dibattito di questi giorni sul Campus Universitario e la città, sia in quanto docente del corso di laurea in Economia del Turismo, sia in quanto savonese (e leginese per la precisione).
Da quest’ultimo punto di vista devo dire che ricordo bene, e non rimpiango, la tristezza che trasmettevano quei giovani militari in libera uscita. Sicuramente qualche pizza e qualche birra in più veniva venduta, ma avvertivo, e credo di non essere stata la sola, una serpeggiante sensazione di malinconia in tutto il quartiere.
L’atmosfera che si respira oggi al Campus è ben diversa: studio, ricerca, vivacità, un’associazione studentesca molto attiva, un giornalino interno… Si respira l’entusiasmo contagioso di chi, magari con qualche timore e poche certezze, sta comunque costruendo il suo futuro investendo in cultura e professionalità.
L’aver messo dei “libri nei nostri cannoni”, aver trasformato una caserma in Campus Universitario è stata, e non solo simbolicamente, un messaggio di speranza e un’idea lungimirante di cui la città non dovrà mai smettere di ringraziare chi, per primo, l’ha voluto: Armando Magliotto.
Per il futuro, per il tipo di integrazione da creare con la città e il territorio, punto di partenza fondamentale è l’apertura all’esterno dell’Università e molte sono le iniziative progettate già per l’autunno, sia dalla SPES sia dai diversi corsi di laurea, in questa direzione.
Ma spetta anche a Savona, alla Liguria, al suo tessuto produttivo, alla classe politico-imprenditoriale, fare un salto di qualità e sfruttare le straordinarie opportunità che la presenza di un’Università può dare.
Gli articoli di questi giorni hanno scordato di citare ECONOMIA DEL TURISMO tra i corsi di laurea presenti a Savona. Mi sembra doveroso ricordare che la Facoltà di Economia è presente nel polo didattico di Savona dal 1992/93, anno in cui è stato attivato il Diploma universitario in Economia e Gestione dei Servizi Turistici, trasformato successivamente in vero e proprio corso di laurea, che ha avuto grandissima efficacia sia in termini di numero di iscritti sia di esiti professionali. Oggi si chiama Corso di Laurea in Economia del Turismo ed è uno dei corsi di laurea più strategicamente utile al nostro territorio.
E’ tutta l’estate, infatti, che si parla, sia a livello regionale sia a livello nazionale, dell’importanza che riveste il turismo per l’economia e della necessità di governarlo in maniera più imprenditoriale e tecnologicamente avanzata (partendo ovviamente da Internet). Fatte salve alcune eccezioni, troppa improvvisazione si è registrata e, purtroppo, si registra in questo settore che ha basato le proprie fortune quasi esclusivamente sulle rendite di posizione che vantiamo. Il clima e un paesaggio unici, un patrimonio artistico inestimabile, l’arrivo costante di turisti, hanno creato una cultura passiva: pochi investimenti sia strutturali che infrastrutturali, scarsa programmazione, debole propensione a “fare sistema”, inefficace comunicazione, bassa propensione all’innovazione. E così abbiamo iniziato inesorabilmente a perdere competitività.
Nel necessario cambiamento di approccio cui stiamo assistendo, la qualità del fattore umano, la sua professionalità e competenza, sono considerati da tutti elemento centrale.
Abbiamo un corso di laurea in ECONOMIA DEL TURISMO che ogni anno offre laureati ben preparati e molto richiesti dalle aziende, abbiamo competenze ed esperienze riconosciute nel gruppo dei docenti e dei professionisti che qui a Savona insegnano, abbiamo un Campus splendido con spazi e strutture che consentirebbero di sviluppare una seria attività di ricerca e formazione di cui esiste un gran bisogno in Liguria e non solo: sfruttiamoli. Savona può diventare un centro d’eccellenza in campo turistico, in grado di attrarre studenti da altre regioni e dall’estero: già quest’anno, ad iscrizioni non ancora ultimate, la prof.ssa Paola Massa, Preside di Economia, ci segnala un aumento delle immatricolazioni e la presenza di due studenti cinesi arrivati appositamente per frequentare il nostro corso di laurea a Savona.
Come dichiarato da Montezemolo ad Imperia in questi giorni, e da Alessandro Schiesaro (presidente di SPES) in molti suoi interventi, è questo il modello di Università da perseguire, e le positive ripercussioni economiche di uno sviluppo in tal senso sono evidenti, sia per gli operatori pubblici che per quelli privati.
Sarebbe auspicabile, però, che i soggetti coinvolti, Università, Regione, Province, Comuni, Camere di Commercio e Associazioni, collaborino più strettamente e trovino, magari proprio nella sede naturale del Campus, il luogo fisico d’incontro di una nuova progettualità del turismo ligure.
Noi ci saremo.

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