Ho partecipato al seminario Eurisko dal titolo "Il consumatore e la rete" e ne sono uscita soddisfatta.
I contenuti, magari non nuovi ad una platea specializzata, sono stati espressi con un linguaggio ed un metodo (analisi qualitativa prima e quantitativa poi) adatti per parlare all' uomo marketing aziendale medio ed è su questo fronte che, secondo me, bisogna lavorare per uno sviluppo del web advertising e del web marketing in generale. Il valore di un contenuto va messo in relazione al contesto in cui viene espresso. Eurisko gode di grande fiducia nel mondo del mkt (chiamiamolo tradizionale anche se non è corretto) per cui l'efficacia di una comunicazione veicolata tramite loro è altissima (almeno in funzione del mio lavoro). Inoltre è interessante notare il cambiamento di analisi in tre anni ( vecchio documento del 2003). E' vero che, come si dibatte su Maestrini per Caso, il mondo accademico/aziendale è lento, che molti affermano questi concetti da anni. Ma non è così per altri settori ed in generale in Italia? Abbiamo una fortissima resistenza al cambiamento (ricordate che nel nostro paese tutto cambia affinchè nulla cambi) e con questa resistenza, volenti o nolenti, dobbiamo rapportarci. A ognuno il suo ruolo.
Altra considerazione, più nel merito, è che finalmente si descrive Internet come ambiente "caldo", sintonico, ambiente che crea esperienza e, quindi, valore. I luoghi (siti) possiedono un Genius Loci, un' energia (intellettuale ma anche fisica) capace di intercettare gli individui che visitano il sito sentendosi in affinità con esso. Individalizzazione, peer to peer, consumatore al centro della rete... Finalmente Internet non è più considerato abiente virtuale ma reale. Certo si tratta di una realtà diversa, basata sulla facilità dell'erranza e sul piacere esplorativo, ma, soprattutto, su esperienze personali (conoscitive, di contatto e di consumo) vere! Ecco che finalmente (è questo il passaggio culturale che aspettavo) si parla di UN NUOVO PARADIGMA DI CONSUMO WEB BASED. Non importa se oggi questo passaggio riguarda un segmento ancora limitato. L'importante, strategicamente, è capire che a quel modello arriveremo e anche molto velocemente.
A conclusione di questo post ancora qualche parola sull'utilizzo del termine e della teoria del PROSUMER che Alvin Toffler, nel 1980 (!), conia studiando la Terza ondata nell'evoluzione dei media. Pur essendo, apparentemente, un neologismo di facile comprensione (sia PROducer che conSUMER), le interpretazioni delle varie scuole di pensiero (Kotler, Eiglier-Langeard,...) si sono divise sul diverso grado di autonomia (o proattività) da attribuire a questo ruolo. Personalmento propendo per interpretare la cosiddetta dinamica del PROSUMER nell'evoluzione della figura del cliente/utente da un ruolo totalmente passivo ad un altro che lo vede pienamente protagonista. Ma niente va dato per scontato. Tutto ciò stravolge i rapporti ed i ruoli preesistenti ma... questo è il bello!


