Vari blog danno un reseconto puntuale delle giornate. Io mi limiterò ad alcune considerazioni.
E' stata, di fatto, sancita la transazione dall'era di Internet a predominio tecnologico, ad un'era (quella del web 2.0 citato in ogni intervento) in cui si aprono spazi maggiori per il Marketing. Saprà occuparli?
L'esistenza di piattaforme che permettono la facile produzione e pubblicazione di contenuti online da parte di utenti non informatizzati ha provocato, in brevissimo tempo, una crescita esponenziale dell'interattività (modulata nelle più svariate forme) la quale, a sua volta, ha generato fenomenali successi da parte di chi ha saputo, per intuizione o per lungimiranza, vedere in questo cambiamento una risorsa e non una minaccia.
Ma tutto sta avvenendo davvero molto velocemente. Per questo motivo ho apprezzato l'intervento di Maurizio Sala che metteva in guardia, soprattutto in Italia, dai pericoli della velocità: "la velocità crea leggerezza e la leggerezza crea instabilità". Pur non condividendo pienamente le sue conclusioni finali mi sono ritrovata nel taglio che ha dato al suo contributo: fermiamoci a riflettere sul fatto che qui siamo in tanti ma siamo solo la punta di un iceberg, "dobbiamo portarci dietro il sistema, ma il sistama non c'è e il rischio è quello di costruire senza fondamenta".
Manca, a mio avviso, una cultura diffusa di Internet, di quello che già è e di ciò che diventerà. Gli addetti ai lavori hanno un approccio ed un linguaggio troppo tecnicistico (vedi intervento Malgara) e, soprattutto, tendono ad individuare nel web l'intero universo. Mentre Internet rappresenta "solo" uno straordiario e rivoluzionario strumento entrato prepotentemente nella vita di tutti noi. Ma non è la vita.
E' questo il momento in cui creare sinergie con le istituzioni che creano (o dovrebbero creare) Cultura, Università in primo luogo. Purtroppo il mondo accademico (tranne rare eccezioni) fa parte, colpevolmente, di quella grande maggioranza degli italiani ancora ignari del cambiamento epocale in atto. Internet si utilizza ma non lo si studia ne, tantomeno, lo si cavalca. Eppure in questi giorni ha rivissuto l'epoca (fine anni '80) in cui dal mkt di prodotto (statico, tangibile e, quindi, facilmente pianificabile) si passava a constatare le diferenze del mkt dei servizi, per loro natura intangibili e basati sulla relazione con il cliente, variabile difficile da pianificare. Dottrina e mondo imprenditoriale furono spaventati dal potenziale dirompente dell' interazione esattamente come oggi, molti operatori ed aziende lo sono nell'affrontare il web 2.0. Dovremmo, invece, fare tesoro delle passate esperienze e come allora integrare teoria e prassi, marketing e tecnologia, per affrontare con solide basi i cambiamenti strutturali in atto.


