Ieri al Campus di Savona la questione femminile (si chiama ancora cosi?) è diventata oggetto di una lezione.
Per iniziativa della Provincia (che ha organizzato e coordinato un intero mese di iniziative interessanti sotto il titolo di SAVONA PROVINCIA IN ROSA) e del Corso di Laurea in Scienza della Comunicazione, si è svolto un incontro con donne affermate nel loro campo.
Provo a darne un breve resoconto mettendo in risalto alcuni punti che reputo cruciali.
Il Prefetto Nicoletta Frediani, con i suoi consueti toni pacati, ha centrato quello che, a mio parere, è il problema: "sembra che la parità sia stata raggiunta" ma, ancora oggi, le donne che vogliono realizzarsi nel proprio lavoro "devono ricercare un difficile equilibrio tra famiglia e professione"
Anna Giacobbe, segretario regionale CGIL, introduce, parlando dell'organizzazione interna al suo sindacato, la delicata questione delle quote rosa (almeno 40% nella CGIL vedi stauto, articolo 6, comma h): interessante notare come questa norma statutaria sia inserita nel capitolo Democrazia sindacale. "Non esiste un pensiero neutro. Esiste un pensiero femminile ed uno maschile che vanno valorizzati, nelle differenze, attraverso nuove regole"
Lorena Rambaudi, vice presidente della provincia di Savona, lascia parlare i numeri della politica: "la percentuale di donne presenti in Regione Liguria sono 10,3% in consiglio e 15,4% in giunta, in Italia 17,3% alla Camera e 13,7% al Senato". Aggiungo io i dati, anche questi scandalosi, del Comune di Savona: 10% in giunta e in consiglio!
Antonella Granero, giornalista de IL SECOLO XIX e vivace animatrice del dibattito, allarga il discorso al suo e ad altri settori: "nessun direttore di giornale donna, solo il 7% di giornaliste nel suo giornale".
A quel punto il potere evocativo dei numeri, sollecita altre preoccupanti statistiche, tutte a conferma di quella che io chiamo VERA E PROPRIA DISCRIMINAZIONE: "nessun Rettore donna in Italia", afferma la Prof.ssa Augusta Molinari.
La mancanza di rappresentatività delle donne nella politica, nell'economia e ovunque, pone, a mio avviso, un serio problema di DEMOCRAZIA. Il discorso sarebbe molto lungo.
Tornando alla giornata di ieri, le studentesse presenti in aula sembravano lontane dalla percezione della gravità della situazione; per fortuna la scuola non discrimina, anzi. Ma ancora non sanno che tra poco troveranno uomini che legifereranno sulla loro possibilità di avere figli, uomini che le discrimineranno quando avranno avuto dei figli, uomini che decideranno le loro carriere, uomini che le conviceranno di quanto bravi sono a rappresentarle ovunque...
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