L'Italia paese dove le contraddizioni e la banalità vengono sublimate.
Da un intervista (Corriere.it - marzo 2007) al presidente del Forum delle famiglie Giovanni Giacobbe. «La nostra sarà una manifestazione laica di promozione della famiglia - ha scandito Giacobbe - il manifesto che abbiamo approvato sulla famiglia ha dei richiami espliciti agli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione e la nostra posizione è una posizione laica di ancoraggio alla Costituzione».
da un'intervista a Pezzotta da IlGiornale.it: Si va in piazza per tutelare la famiglia, per riportarla al centro del dibattito politico, non certo per erigere nuovi steccati tra laici e cattolici. (...) A San Giovanni non dovranno esserci striscioni né bandiere di partito. I politici potranno ovviamente partecipare, ma chi manifesta in piazza, secondo Pezzotta, «non potrà poi votare i Dico».
L'altra sera in TV (mi sembra Primo Piano rai 3) Rocco Buttiglione (!) continuava ad autodefinirsi Laico.
Non voglio entrare nella disputa etimologico-filosofica sulla definizione dei termini laico, laicismo e laicità.
Ma perchè nessuno (pochi) in Italia ha il coraggio di fare scelte di campo (e di parole) chiare?
Perchè a seconda dell'argomento trattato tutti corrono a sottolineare il loro essere laici o il loro essere cristiani?
Nel marketing e nella comunicazione un messaggio contradditorio non paga. Perchè in politica sembra valere il contrario?
Sostengo Grillini che chiede a Fassino "Dì qualcosa di laico". E sostengo che per una maggiore laicità dello stato ci vorrebbero più donne e gay in parlamento. Sono stufa di uomini che parlano di Famiglia e non si occcupano della loro, di uomini che decidono sulla procreazione assistita senza aver provato o chiesto come si sta dopo una terapia ormonale.
PS: segnalo (via blog di bioetica) lo sconto del 20% per l'acquisto del biglietto ferroviario per chi partecipa al Family day....
