Continuando il post precedente voglio segnalare la presentazione di Mauro Lupi sull'impatto del "search" sul Turismo. Consiglio la lettura delle slide per reperire dati importanti per chi, come la sottoscritta, vuole dimostrare la necessità, ancora non capita dagli operatori pubblici e privati del settore, di includere il web nelle politiche di marketing turistico. In particolare ho trovato interessantissimi i risultati di una ricerca Ad Maiora (2004) che mostrano quanto cambi il comportamento online in dipendenza della nazione di provenienza. Un prezioso supporto all'analisi della domanda turistica.
Cito, poi, brevemente uno strepitoso Guido Pasi, assessore al turismo della regione Emilia Romagna. Molto pragmaticamente ha posto l'attenzione sulla logistica (areoporti in primis) e sull'obiettivo delle prenotazioni on line. Ha dimostrato una rara padronanza di alcuni argomenti fondamentali del mkt turistico: il passaggio, cioè, da un turismo di appartenenza ad un turismo d'identità. Taglio forse un po' 1.0 ma ce ne fossero...
Il pomeriggio è iniziato con l'attesissimo intervento + video di Bruce Sterling ma su quest' argomento rimando ad altri blog.
L'intervento di Sergio Maistrello "la comunicazione per individui e non per masse" passa per tre concetti chiave:
- ognuno è filtro per se stesso
- i numeri non sono così importanti
- il caos è un'opportunità
Ecco ritornare questo filo conduttore che ha legato il pensiero dei relatori a questo convegno: l'importanza di accettare il disordine del web (apparente, aggiungo io), saperlo ascoltare e sviluppare le capacità per trasformarlo in opportunità .
Giovanni Boccia Artieri ci ha stuzzicato sull'argomento Second Life con alcune anticipazioni su una ricerca in corso relativa proprio alla Basilicata. Sarà interessante vedere i risultati definitivi di questo caso sperimentale di promozione del territorio reale attraverso uno spazio virtuale. Quali sono le analogie e quali le dissonanze con il comportamento del turista off line? Ammetto la mia diffidenza verso SL ma a Matera ho avuto modo di ascoltare, fuori dal convegno, le opinioni di Antonio, Giuseppe e Giovanni e credo che, affinato, lo strumento Second Life possa essere un prezioso aiuto nelle ricerche qualitative sulla domanda turistica
Il mio conclusivo intervento aveva un tema molto ampio, forse troppo: "Il marketing turistico ai tempi del web". Nel preparare le slide sono stata presa da un grande entusiasmo. Solitamente vengo interpellata per spiegare le potenzialità del web per il marketing e per il marketing turistico in particolare. Qui sul tema WEB non potevo aggiugere altro a quanto detto dai miei illustri predecessori e ho scelto di dare un taglio decisamente di marketing. Ma troppa carne al fuoco ho messo per i pochi minuti che avevo a disposizione. Risultato, a mia percezione, una relazione troppo ricca e poco spiegata oralmente. Proverò ora, e nei giorni a seguire sul mio blog di turismo, a chiarire meglio quanto intendevo dire.
Ritengo esistere, proprio in virtù del disordine della rete, una estrema necessità di solidi fondamenti di marketing turistico, basati sul concetto di turismo come servizio e non come prodotto. Le principali scuole di marketing dei servizi, partendo dall'accettazione dell'intangibilità, hanno teorizzato dalla fine degli anni '80, un diverso tipo di approccio basato sulla cultura dell'ascolto e dell'interazione. Già da anni si discute, quindi, di prosumer, concetto ritornato prepotentemente attuale nell'era del web. Se questo passaggio cruciale di cultura aziendale turistica fosse compiutamente avvenuto a tempo debito, le aziende turistiche italiane, sia nel settore pubblico che in quello privato, non sarebbero così spiazzate nell'affrontare le nuove e rapide sfide che internet lancia. Grazie alla rete e alle sue forme di comunicazione orizzontale, non esistono più soltanto i classici ambiti B2B e B2C, ma si aprono nuovi entusiasmanti scenari C2C e addirittura C2B!


