Durante il convegno di Matera "La nuova Grammatica Digitale per comunicare la promozione del territorio" ho avvertito un positivo flusso convergente tra i diversi relatori che, pur trattando argomenti diversi, costruivano, mattone dopo mattone, un percorso davvero interessante.
Proverò a riassumere l'evento con qualche libera interpretazione sul tema. Non me ne vogliano i relatori.
La giornata ha inizio con Derrick De Kerckhove, contagioso nel suo entusiasmo, che ha parlato, partendo dal concetto di tag, del cambiamento nell’ IMMAGINARIO GEOGRAFICO, oggi globale.
Da notare che, tra gli esempi, ha citato Maiom dei miei carissimi amici Paolo e Ferdi.
Naturalmente, come nel suo stile, non si è limitato all’analisi ma ha portato proposte concrete: costruire il brand (“costruire il brand di una regione richiede una strategia molto deliberata”) ed usare l’immagine.
Concordo pienamente ( e ne scrissi tempo fa) sul potere evocativo di una location e sulla sua attitudine a generare flussi turistici. Lui ha proposto per Matera, set di grandi film (da Pasolini a Gibson), un Festival delle religioni come cassa di risonanza di immagini legate ad un concetto forte.
Giuseppe Granieri, subito dopo, ha trattato “la coda lunga del turista”. Il singolo utente è distributore del messaggio. Per sviluppare, in un sistema fiduciario, la “long tail” nel turismo le condizioni sono:
- devi esserci!
- impara a parlare la lingua (titolo del convegno)
- aiutami a trovarmi (oggetto della relazione circostanziata sul web marketing di Mauro Lupi)
- coccolami (traducendo in markettaro: fai si che sia alta la qualità percepita)
- controlla la tua reputazione ( aggiungo io: attività di CRM potenziata dai blog e la rete)
La conclusione con il consiglio di scegliere le nicchie puntando su idee e ricerca. La tecnologia è solo un mezzo, la rete, invece, è una filosofia.
Antonio Sofi aveva un allettante titolo: “Le cose da non fare in rete” e ha preso ad esempio l’ormai tristemente famosa vicenda del portale Italia.it (e logo annesso). La conoscenza per differenza è la più efficace e rapida. Consiglio a tutti la visione delle slide in cui è stata raccolta una ricca rassegna di “intelligenza collettiva” sapientemente declinata.
Anch’io, successivamente, avrei trattato il fallimento del portale per mancanza di obiettivi strategici definiti. La sua analisi, ha posto, invece, l’attenzione sul fondamentale fatto che un difetto comunicativo in rete, con progetti finiti calati dall’alto, si traduce, in RETE, in un difetto strutturale.
Oggi bisogna imparare a convivere con l’imperfezione imparando a gestirla. Il marketing deve accettare piani perpetual beta, dove l’importanza va spostata dal PRODOTTO al PROCESSO!


