Il Tar del Lazio ha dichiarato illegittime le linee guida della Legge 40 sulla Procreazione Assistita.
L' associazione Madre Provetta, che insieme ad Amica Cicogna, Warm e altre aveva presentato ricorso, così commenta:
Le linee guida, in vigore da oltre tre anni, sono state dichiarate illegittime e dunque disapplicate per “eccesso di potere”. Infatti, il ministro Sirchia, le aveva fatte redigere modificando in senso restrittivo la lettera della stessa legge 40, in particolare sulla questione dell’ ammissibilità della diagnosi genetica, che con l’espressione “diagnosi osservazionale” e' stata fino ad oggi negata a tante giovani coppie, molte sono migrate all’estero, altre hanno rinunciato a diventare genitori, con grande turbamento e dolore. Tuttavia, laddove la politica fallisce nel suo dovere e nella sua capacità di dare risposte ai cittadini ed in modo autoreferenziale stabilisce regole etiche e codici morali, che travalicano i limiti costituzionali (si pensi all’obbligo di trasferire tutti gli embrioni prodotti, indipendentemente dal loro stato di salute biologica e dalla volontà della donna), i giudici hanno dimostrato di essere ligi al loro dovere di tutela dei cittadini e le associazioni non sono più sole di fronte al muro di gomma dell’aula parlamentare.
La legge 40, come paradigma del rapporto donne-corpo-salute-politica non potrà più essere esclusa dall’agenda di qualsivoglia parlamento.
Il tribunale amministrativo ha anche chiesto alla Consulta di pronunciarsi sulla costituzionalità della legge 40.
La notizia, oscurata dall'evolversi della situazione politica, merita a mio avviso non solo un post ma un link al teorema di Elena.
Si fa un gran (s)parlare di laicità dello stato. Tutti, formalmente, si professano laici. E tutti poi agiscono sulla pelle delle donne. Una legge assurda come la legge 40 non sarebbe passata se in Parlamento ci fossero state più donne in entrambi gli schieramenti. Dalla Prestigiacomo alla Pollastrini la maggiornaza delle donne in politica si sono schierate contro queste immorali e crudeli imposizioni. Persino Rosi Bindi, pur contraria, invitò ad andare a votare perchè non riteneva che fosse lo Stato a dover intromettersi nella libertà di scelta di coppie che desiderano figli. C'è da meditare.
