Il popolo della rete alla ricerca di se stesso (e dei nomi con cui chiamarsi).
Questo il titolo dato da Enzo Rullani al suo post di commento a STATEoftheNET, l’evento pieno di senso e di pepe cui ha partecipato lo scorso 8 febbraio, e da lui definito un happening.
“Del resto che cosa non diventa happening quando va in scena la rete?”
“Che cosa hanno veramente di nuovo i social networks che, negli ultimi tempi, hanno cominciato a popolare vaste regioni della Rete? […]
Il popolo della Rete assembrato nel Visionario è un insieme molto differenziato di persone che - a vederle una per una - non diresti che siano capaci di formare un “popolo”. Ma che lo diventano quando si comincia a parlare del Web, che poi vuol dire: quando si parla di loro. E del tempo che hanno passato navigando tra i pianeti persi dell’universo virtuale. In cui hanno incontrato di tutto: orchi, principesse, lavori, oggetti di culto. Senza ordine. Senza un disegno.
L’abbiamo fatto tutti, perdendoci nella speranza di ritrovarci. Tutti per strade diverse che ogni tanto si incrociano in questo o quel “crocevia”, creato da qualche genio dell’informatica o da qualche visionario (appunto) del futuro possibile. […]
Senza nome non siamo che vento, col nome diventiamo qualcosa o qualcuno, acquistiamo senso. Non galleggiamo più nello spazio virtuale, ma abbiamo una gravità che ci rende fermi e visibili, possibili punti di contatto per altri che passano di lì.
Effimeri? No di certo. Dai crocevia dotati di nome (lasciamo perdere quelli anonimi che non sapranno mai perché esistono e se esistono) emerge la nuova città. Mobile, plastica, che come certe città di Calvino si adatta ai suoi abitanti, li sceglie tra i tanti che passano e li trattiene, crescendo con loro".
Consiglio la lettura completa su firstdraft, un sito estremamente interessante dedicato a innovazione e competitività.
Foto di Paolo Valdemarin.
AGGIORNAMENTO: appena finito il post scopro il blog di Enzo Rullani dal titolo "E quindi uscimmo a riveder le stelle", fresco fresco del 12 febbraio.
Dal suo messaggio di benvenuto: Un BLOG è una rete di valori utili e di significati identitari.
Che non devono essere uguali, ma propagare le differenze, trasformandole in valore addizionale e in nuove identità.
Con la lucidità che lo contraddistingue, ma con un afflato poetico che non conoscevo, parla di crocevia, nuove città mobili ed effetto sciame.
Ultimi commenti