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07 marzo 2008

8 marzo: il mio pensiero su donne e blogosfera

Per puro caso qualche giorno fa mi sono imbattuta in questo video dello ZenaCamp vecchio solo di un anno (anzi qualcosa meno) e, forse perchè reduce dalla GirlgeekDinner, e quindi inconsciamente sintonizzata su certi temi, ho notato quanto maschile sia la blogosfera.

Il mio post non vuole avere intenti polemici. Nulla, davvero, contro l'autore. Tanto meno contro gli intervistati, molti dei quali considero veri amici. Poteva essere anche un'altro video o un'altra occasione. Si tratta solo di una semplice ed amara constatazione.

"La parte abitata della rete non è abitata da molte donne". Non è vero, le donne ci sono e comunicano molto bene ma sono differenti. Magari, sono interessate ad altri temi oppure li trattano in modo diverso. Però il mainstream è maschile. Per noi è un po' come giocare solo partite fuori casa: qualcuna la puoi anche vincere ma che fatica ...

Da un' intervista (che consiglio nella sua interezza) a Luce Irigaray: "Lavoro da anni sul linguaggio. Con campionature eseguite su lingue e culture diverse. Quel che emerge è che uomini e donne non parlano affatto allo stesso modo. (...). I ragazzi privilegiano il rapporto soggetto-oggetto, l'uno-molteplice, la relazione con lo stesso o il medesimo. E poi la verticalità, cioè la genealogia e la gerarchia (blogbabel?, ndr) . Le ragazze privilegiano invece la relazione tra soggetti. La relazione a due, la relazione nella differenza, e orizzontale ... ".

L'obiettivi a cui mi piacerebbe arrivare, e prendo ancora a prestito le parole della Irigaray, è la "terza dialettica. Quella che include la relazione tra soggetti maschili e soggetti femminili. Nella differenza".

E per finire "mi aspetto dagli uomini che loro stessi ripensino la loro soggettività, fuori dall'universale neutro. Ciò che posso auspicare è che la differenza tra sessi sussista. Perché è la fonte del pensiero e della creatività  ".

Invito tutti a vederlo o rivederlo da questa prospettiva e fatemi sapere.

(sorry Antonio, non è colpa mia se sei rimasto proprio tu in copertina)

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ho guardato il video con gli sforzi di parlar di donne come dal barbiere, ma si vede che non gli vien bene. ho visto anche l'altro video delle girls geek, che ho commentato con una puntina di cattiveria estetica. effettivamente i top blogger sono quasi tutti uomini, ma moltissime donne hanno un blog, almeno io ne ho conosciute davvero tante :-) cmq è solo questione di volontà, se le donne vogliono possono tutto.

ringrazio Andrea e Antonio per i commenti. Ma la questione che pongo è un po' diversa. Per fortuna non siete una generazione maschilista. Anzi Beggi ha più volte dimostrato un disponibilità sincera nel mettere a disposizione le sue competenze per far si che i blog rosa possano emergere.
Quello che metto in discussione, però, sono proprio le "metriche" del successo (se mi è concesso quesso paragone). Sono metriche maschili basate su una forma mentis altrettanto maschile. Non esiste, oggi, una forma di discriminazione dogmatica di genere. Ogni donna è ben accetta (nella blogosfera come nelle aziende moderne) fintanto che si comporta come un uomo e si uniforma a regole (non scritte) che non sono sue. Per cui le donne che hanno successo, spesso, pagano un prezzo molto alto in termini di perdita di femminilità.

Giusto. Tutto vero. E' per questo che io auspico sempre un "approccio femminile", sia alla tecnologia, come ad altri ambiti della società. E a volte non è una posizione facile da sostenere, perfino nei confronti di alcune donne.

@Andrea Beggi: concordo, molte donne pensano che l'obiettivo sia essere UGUALI (ne sai qualcosa, vero?). E questo, secondo me, errato presupposto rende il progredire del dialogo molto complicato.
La nostra "pancia" lo capisce meglio che la testa. Ci amiamo e ci attraiamo (come generi) proprio in quanto differenti. Partiamo da qui.

Sono una donna, forse una blogger e vi assicuro che mi riconosco molto poco nel linguaggio usato nella rete, lo percepisco come troppo tecnico e selettivo. Nei miei blog (ne ho diversi, tutti dedicati ai Quartieri della mia città, Genova) ho scelto un modo di comunicare diverso, rivolto alla gente comune, ma questo a volte mi fa sentire lontana dalla blogosfera, come se non ne facessi parte… e non credo sia così.

Emanuela, abbiamo parlato spesso dei linguaggi. La forma è anche sostanza. Come nel rapporto tra generi anche nel marketing le regole, implicite od esplicite, della comunicazione incidono sui risultati ottenuti.
Se vuoi rivolgerti ad un certo pubblico devi usare la modalità di espressione che ritieni consona ed effice. Riguardo a donne e tecnologia io ritengo che, con le dovute eccezioni, le donne vedano generalmente la tecnologia come uno strumento mentre gli uomini, spesso, come fine.

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