Detesto tutti gli stereotipi dogmatici del tipo quale telefono è più geek, cosa non può mancare nella borsa di un post-contemporaneo, la canon è un must per i blogger,...
Trovo che l'uniformarsi nei gusti e negli strumenti tecnologici, spesso vissuti come pròtesi cui aggrapparsi, sia molto adolescenziale e poco 2.0.
Fortunamente le donne che ho incontrato venerdì sera alla Girl Geek Dinner Italia erano quanto di più meravigliosamente eterogeneo e fantasioso potessi immaginarmi. A cominciare dagli abiti allegri e spiritosi, a volte impegnativi, indossati con disinvoltura e grande maestria. E gli argomenti trattati, almeno al mio tavolo, sono stati normali: gestione quotidiana dei figli, rapporto uomo-donna, significato del matrimonio nelle diverse coniugazioni al maschile e al femminile, vacanze, anticoncezionali, blog, rapporti sul lavoro con colleghi, intelligenza artificiale, gormiti, ... La tecnologia (o il web) rientrava più o meno in tutti i discorsi ma come strumento implicito, non come fine ultimo. E mi sono divertita un mondo.
Per rispondere a Laura (che piacere averti conosciuta di persona!) del blog di Grazia, questa è, per me, una geek girl: veste e pensa in modo personale, consapevole che la coda lunga, asintotica per definizione, garantirà alla sua normale unicità eterno diritto di cittadinanza.










