All'Università La Sapienza di Roma il 23 aprile scorso c'è stato l'avvio ufficiale del progetto BlogLab alla presenza di docenti ed alcuni dei numerosi e autorevoli fellow:
Diego Bianchi, Magda Fiorillo, Alessio Jacona , Nicola Mattina, Nicola Bruno, Alfredo Di Giovampaolo, Giovanna Silvestri.
Nel frattempo sono stati valutati i singoli progetti e ad ogni studente è stato abbinato il relativo fellow scelto sulla base di affinità di contenuti. Come ha sottolineato il pragmatico Zoro (Diego Bianchi) non perdiamoci in problemi tecnici (esiste un forum attivo per questo ): scelta la piattaforma, la priorità e il consiglio che ho dato anche ai miei studenti è COMINCIARE A SCRIVERE (o più in generale a produrre CONTENUTI).
In attesa del blogroll completo di tutti i bloglabber comincio a segnalare quelli attivati dai miei studenti e già segnalati su un articolo ieri de La Stampa (che ringrazio davvero):
Valbormiblog di Marta Taricco, Auto e Moto in Rosa di Valentina Schiappapietra, Il mio mondo Cinema di Edoardo Bellanti e Lara Castagnino.
Sono in arrivo blog su Costa Crociere a Savona (titolo: uno sguardo sulla Costa), sui comuni di Finale e Noli in chiave turistica e uno su Savona e la Liguria vista dai turisti (titolo: Savona, non solo torta di riso).
Savona è una città provinciale dove anche questo piccolo (o grande) esperimento didattico può diventare una notizia per giornalisti attenti al mondo universitario e ai segnali deboli che da qui vengono faticosamente lanciati. Sia chiaro che non utilizzo l'aggettivo DEBOLE in relzione a alla potenzialità di Bloglab, progetto in cui credo e che considero efficace già dagli esordi. Utilizzo in generale il termine "segnali deboli" in relazione agli esperimenti didattici e di ricerca provenienti dall'università, dove la debolezza è data dallo sguardo poco attento della politica e del tessuto imprenditoriale poco propenso, usando un eufemismo, a tutto ciò che in qualche modo può riassumersi sotto il concetto di INNOVAZIONE (quest'argomento meriterebbe un post a parte).
Presto comunicherò la data di un incontro a Savona di BlogLab.
Ti andrebbe di scrivermi? Non so se scoprirai interessante quello che potrei dire. Dire. Non si potrebbe esternare con qualche forma segnica il bisogno di sentirsi ascoltati senza l'ausilio delle parole e delle forme concettuali? No, non si può. Retorica. Eppure il segno è sia in noi che fuori di noi ma ci sfugge costantemente. E allora il conato di catturane un residuo con le frasi. Conato. Mero conato. Io, in vero, non ho nulla da dire, pur dicendo a qualcuno che vorrei...Beckett, scusami. Scusami Roberta Mila. Chiedo scusa anche a me.
Scritto da: salvatore rizzo | 29 maggio 2009 at 09:00