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30 giugno 2008

Ryanair reputation: inversione di tendenza

Segnalo questo bel post su [mini]marketing che sembra decretare un'inversione di tendenza nei giudizi e nell'affezione a Ryanair. Si parla di "sensazioni" non di accuse per fatti specifici, anche se le "sensazioni" sono argomentate in relazione a fatti specifici.

Le sensazioni sono per loro natura soggettive, come le opinioni in un blog. Capita, però, che alcune opinioni interpretino un sentimento più o meno diffuso. Mi sembra proprio questo il caso. A giudicare dai commenti, dalle reazioni repentine, e da altri precedenti post.

Il discorso si può spostare sulla più generale  "brand reputation" aziendale. Ed è in questa ottica che faccio la segnalazione. Premetto che non entro (non mi interessa) nella conversazione sulla dimostrazione di forza di eventuali blogger "autorevoli". Mi interessa, invece, indagare sul riposizionamento del brand. E collego tutto ciò allo stile comunicativo, spregiudicato e innovativo, di cui ho già parlato qui. Ma la spregiudicatezza, la cercata (e spesso ottenuta) viralità non può poi sottrarsi ai sarcastici commenti che proporzionalmente suscita.

Ryanair_technorati_2 Come ogni azione anche quelle di Ryanair stimolano reazioni di forza uguale e contraria al punto da mettere in discussione l'omai famosa "gaffe" di O'Leary, taggandola come presunta, come ulteriore tentativo di far parlare del brand a prescindere dal come e dal perchè.

La mia sensazione è appunto quella di un riposizionamento di fatto in atto, di una strategia che abbia messo in preventivo la perdita di alcuni segmenti - magari minoritari - di clientela più informata in favore della quantità, immolata al principio del 'ndo cojo cojo sperperando così, a mio parere, un ingente valore.

Perchè proprio quel segmento di clientela era, per la sua attività e loquacità in rete, la principale fonte di positiva reputazione, il vero valore per il marketing 2.0.

Se gli obiettivi aziendali (che non conosco) sono la massimazzazione del profitto nel breve termine, magari per espellere dal mercato competitor potenzialmente pericolosi, la strategia può anche essere giusta. Ma se solo ci si sposta un po' in avanti temporalmente temo che queste scelte avranno pesanti ripercussioni sulla stessa redditività aziendale.

Dal post di [mini]marketing riporto le frasi finali, con annesso post scriptum che ho trovato garbato, efficace e delizioso:

"questa mia sensazione non risulta proprio ai vostri customer focus group, o forse, visto che cercate di far chiudere i siti dove si discute del vostro servizio, non vi interessa proprio sentirli.

In ogni caso io le presento ufficialmente con questa lettera le mie dimissioni, dal mio passato di untore/maven/netpromoter del vostro brand. Ora mi classificherei - con qualche dubbio - come neutral.

best regards,

[mini]marketing

PS: Sorry for italian language. This is a low-cost blog, thus a automated low-cost translation is available on right side, by Google"

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I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a Ryanair reputation: inversione di tendenza:

Commenti

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bella analisi, molto piu' accurata della mia...
Credo che ci sia un punto di rottura nel trattamento pre e post vendita, oltre il quale il lowcost è acquistato, ma subìto con astio. il che come scrivi tu puo' portare a un cambio di reputation, che lentamente poi puo' riscendere giu' verso le "masse"...

grazie Gianluca per il commento.
Occupandomi di turismo seguo anche Ryanair e dopo aver letto il tuo bel post è scattata l'associazione con altre notizie lette in giro in questi ultimi mesi.
La sensazione vera è che Ryanair, in questo momento di crisi relativo al "caro petrolio", tenti una strategia estremamente aggressiva per espellere dal mercato i suoi concorrenti: insomma ambisca ad una situazione di monopolio del settore low cost. Vedremo

Cara Roberta, bella e puntuale come sempre la tua analisi sull'inversione di tendenza che Ryan sta subendo da un pò di tempo ormai in termini di brand. Non sarei tanto d'accordo sul fatto che sia stata preventivata dal management perchè, a meno che non siano tutti impazziti, non li vedo così sprovveduti da azzardare volutamente una serie di mosse involutive del genere...secondo me hanno involontariamente "gaffato" a differenza dell'AD.
Ti Segnalo un sito (lo conosci?), frequentato da "segmenti di clientela informata" che in pagella low-cost (sulla destra) conferma ciò che scrivi: Ryanair rimane la più votata, ma superata in qualità da altre, obiettivamente migliori e meno ingannevoli, quali Easy, Tui, Bluexpress ecc...
www.zingarate.com
(non faccio pubblicità, io lo usavo per lavorare...immaginate dove!)

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