Segnalo questo bel post su [mini]marketing che sembra decretare un'inversione di tendenza nei giudizi e nell'affezione a Ryanair. Si parla di "sensazioni" non di accuse per fatti specifici, anche se le "sensazioni" sono argomentate in relazione a fatti specifici.
Le sensazioni sono per loro natura soggettive, come le opinioni in un blog. Capita, però, che alcune opinioni interpretino un sentimento più o meno diffuso. Mi sembra proprio questo il caso. A giudicare dai commenti, dalle reazioni repentine, e da altri precedenti post.
Il discorso si può spostare sulla più generale "brand reputation" aziendale. Ed è in questa ottica che faccio la segnalazione. Premetto che non entro (non mi interessa) nella conversazione sulla dimostrazione di forza di eventuali blogger "autorevoli". Mi interessa, invece, indagare sul riposizionamento del brand. E collego tutto ciò allo stile comunicativo, spregiudicato e innovativo, di cui ho già parlato qui. Ma la spregiudicatezza, la cercata (e spesso ottenuta) viralità non può poi sottrarsi ai sarcastici commenti che proporzionalmente suscita.
Come ogni azione anche quelle di Ryanair stimolano reazioni di forza uguale e contraria al punto da mettere in discussione l'omai famosa "gaffe" di O'Leary, taggandola come presunta, come ulteriore tentativo di far parlare del brand a prescindere dal come e dal perchè.
La mia sensazione è appunto quella di un riposizionamento di fatto in atto, di una strategia che abbia messo in preventivo la perdita di alcuni segmenti - magari minoritari - di clientela più informata in favore della quantità, immolata al principio del 'ndo cojo cojo sperperando così, a mio parere, un ingente valore.
Perchè proprio quel segmento di clientela era, per la sua attività e loquacità in rete, la principale fonte di positiva reputazione, il vero valore per il marketing 2.0.
Se gli obiettivi aziendali (che non conosco) sono la massimazzazione del profitto nel breve termine, magari per espellere dal mercato competitor potenzialmente pericolosi, la strategia può anche essere giusta. Ma se solo ci si sposta un po' in avanti temporalmente temo che queste scelte avranno pesanti ripercussioni sulla stessa redditività aziendale.
Dal post di [mini]marketing riporto le frasi finali, con annesso post scriptum che ho trovato garbato, efficace e delizioso:
"questa mia sensazione non risulta proprio ai vostri customer focus group, o forse, visto che cercate di far chiudere i siti dove si discute del vostro servizio, non vi interessa proprio sentirli.
In ogni caso io le presento ufficialmente con questa lettera le mie dimissioni, dal mio passato di untore/maven/netpromoter del vostro brand. Ora mi classificherei - con qualche dubbio - come neutral.
best regards,
[mini]marketing
PS: Sorry for italian language. This is a low-cost blog, thus a automated low-cost translation is available on right side, by Google"


