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04 giugno 2008

sul web l'Italia perde il 41% di turisti

Ttg_italia_invisibile_sul_webDomani sarò al 2° Forum Turismo organizzato da Il Sole 24 ORE dal provocatorio titolo " Il prodotto Italia è innovativo e competitivo ? ".

Non so se le intenzioni fossero davvero provocatorie ma lo diventano, loro malgrado, per la curiosa la coincidenza con i dati  emersi da una ricerca commissionata da Google e realizzata da Synovate.

L'articolo, pubblicato ieri da  TTG, descrive una situazione disastrosa per le ricerche di informazioni turistiche online attraverso i motori di ricerca:

"il 41% dei navigatori che voleva visitare l'Italia ha poi deciso per altre località, dopo aver cercato inutilmente le informazioni necessarie sulla rete".

Siamo posizionati malissimo per le key relative al turismo balneare e le informazioni che eventualmente si trovano sono molto frammentate.

In questa assenza isituzionale (vedremo cosa dirà il Presidente dell'ENIT domani a Milano sul portale Italia.it che dovrebbe risorgere) pare che il web 2.0, con blog e siti di recensioni di consumatori, domini incostratato.

Da un lato può farci piacere, ma se poi questa informazione non coordinata nè finalizzata è incapace di tradursi in business, diventa una magra consolazione.

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I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a sul web l'Italia perde il 41% di turisti:

Commenti

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Basta fare il paragone con i portali di turismo spagnoli. www.spain.info oppure www.turisvalencia.es versus il fu mostro italia.it, oppure con qualsiasi cosa di Milano (provincia, comune... Non esiste coordinamento).

Articolo interessante. A mio giudizio, da parte degli operatori turistici e strutture ricettive, esiste la potenziale volontà di essere sul web per promuovere la propria attività in modo diverso e allargare la clientela.
Circa un anno fa, però, parlando con alcune strutture ricettive del Levante, inserite in un portale dedicato alla promozione turistica del Tigullio, sui vantaggi e benefici di avere la loro presenza in internet ho notato che quasi tutte si lamentavano di aver speso per non essere trovati dai motori di ricerca e che comunque se andavano avanti era grazie ai soliti clienti affezionati.
Osservando come sono strutturati, dal punto di vista comunicativo e della navigazione, i portali turistici istituzionali, strumenti che dovrebbero offrire risorse economiche e valorizzazione del territorio, sono si grossi contenitori ma di poco e mal riposto.
Basta guardare il portale della Regione Liguria per comprendere come sia macchinoso arrivare alle informazioni; il relativo portale sul turismo è costruito con la stessa filosofia.
Con queste prerogative non credo nei grossi portaloni con dentro di tutto, al momento è molto difficile che possano essere in grado di soddisfare le singole richieste; al contrario i blog o le piazze costruite da chi effettivamente vive il web riescono ad assolvere il loro compito informativo e comunicativo, vedi www.zingarate.com. o l'istituzionale e ben fatto http://it.franceguide.com.
Sarebbe simpatico sapere quanto è costato il megaportale, e ora defunto, italia.it... ;)

1° Convegno sul Turismo a Lavagna: "Internet e low cost: come cambia il turismo"
7 giugno 2008 - 9,30 Sala Rocca

La Consulta per il Turismo di Lavagna in partnership con La mostra del Tigullio e il Comune di Lavagna, con il patrocinio Regione Liguria, Provincia di Genova ed STL “Terre di Portofino” e in collaborazione con Liguriapocket.com, organizza la prima edizione della “GIORNATA LAVAGNESE D’ INNOVAZIONE NEL TURISMO”.
Per aumentare la competitività della propria offerta, le destinazioni turistiche e gli operatori turistici coinvolti devono necessariamente confrontarsi con le nuove tendenze in atto a livello globale.
Due sono i fattori che vengono presi in esame durante la Giornata:

Internet è ormai diventato il primo strumento attraverso cui il turista prende contatto con la probabile meta della sua vacanza: attraverso la testimonianza di esperti impegnati in prima linea nello sviluppo del web marketing turistico, tendenze e suggerimenti per confrontarsi con questo nuovo mezzo di promozione.

Le compagnie aeree low cost sono attrici di primaria importanza nella generazione di flussi turistici: politiche di sviluppo e campagne di comarketing per comprendere strategie e potenzialità di questi possibili partners.

Attraverso la presentazione di casi ed esperienze, la Giornata sarà l’occasione per stimolare il confronto tra i manager pubblici e privati con particolare riferimento al marketing della destinazione e alle nuove strategie dell’offerta turistica.
La Giornata Lavagnese d’Innovazione nel Turismo si rivolge ad assessori, dirigenti e funzionari di organizzazioni turistiche territoriali pubbliche e private che hanno la responsabilità dello sviluppo delle politiche turistiche, con lo scopo di stimolare processi di rinnovamento dell’offerta, in aderenza con le tendenze in atto a livello internazionale……………….

Per maggiori informazioni e dettagli consulta il sito web dedicato.

Il Programma - Modulo iscrizione

Organizzazione: liguriapocket.com

Il programma in breve:

- Il turista è cambiato ed i metodi di promozione tradizionali risultano inadeguati. (Marzia Meotto: responsabile Marketing dell’Agenzia Turismo FVG e Flavia Fagotto: responsabile promo commercializzazione Business to consumer dell’Agenzia Turismo FVG)

- Internet si è evoluto, siamo nel web 2.0, quale strategia per chi fa turismo. (Sabrina Pesarini: Responsabile Area Web di Turismo FVG)

- I motori di ricerca lo strumento privilegiato per organizzare e prenotare la vacanza. (Greta Barsanti Industry Manager – Travel Google Italia)

- Casi di offerta di successo: il modello club di prodotto wellness Hotel (Elisabetta Zanella: Responsabile prodotto a Trentino Spa)

- Ryanair, la compagnia aerea n.1 in Europa. (Giovanna Gentile, Vice Direttore Marketing Ryanair)

- Co-marketing fra vettori low cost ed offerta turistica locale: un case history di progetti sviluppati sull’aeroporto di Pisa (Roberto Vegnuti, esperto di turismo e di marketing territoriale.)

Che ha detto poi Mister Paolucci?
Ancora non si è capito se alla fin fine la gestione del portalone italia.it ed i relativi 9 mln di euro siano effettivamente giunti all'ENIT oppure no. Di altri 10 mln di euro del budget originale si son perse le tracce, mentre i "famosi" 21 mln alle Regioni parrebbero tuttora fermi (e meno male...).
Brunetta e Brambilla non sembra si siano ancora espressi nel merito, forse attendono il 21 giugno per fare l'exploit.

@frap1964: la notizia è che Paolucci ha parlato nella sua veste Microsoft e non come Presidente dell'Enit.
L'unico accenno in argomento è stato al fatto che non è ancora stata ufficializzata la gestione del portale da parte dall'Enit, cosa che lui si augura quanto prima.
Domani preparo un post sull'intera giornata.

Cara Roberta,

è la prima volta che commento un tuo post, anche se da un po' di tempo seguo il tuo blog con molto interesse.

I dati che tu citi, ripresi dall'articolo di TTG, sono preoccupanti. Ma assolutamente veri !!!

L'Italia è costantemente al primo posto nelle classifiche sui desideri dei turisti di tutto il mondo. Ma poi si classifica al 173° posto su 176 Paesi considerati in quanto a potenziale di crescita nel turismo (World Travel Tourism Council, 2008). O, ancora, vede la quota di arrivi totali passare dal 6,8% del 1995 al 4,9% del 2006. E, ulteriormente, l’Organizzazione Mondiale del Turismo registra un tasso medio degli arrivi nel nostro Paese pari al -0,4% negli anni 2000-2006 (contro il +3,4% della Spagna, il +8% della Cina e, addirittura, il +11,9% della Turchia).

Riporto questi ed altri preoccupanti dati sul mio Blog.

Da qualsiasi angolo si analizzi la questione, il dato è uno solo: siamo un Paese che, per la sua fortunata natura e per la sua ricca storia millenaria, ha un'altissima vocazione turistica. Ma non riusciamo a concretizzare questo vantaggio competitivo.

Ed una delle ragioni, sicuramente non l'unica, è la nostra scarsa presenza sulla rete. Come competere sulla scena internazionale quando, giusto per fare un esempio, il 60% dei viaggiatori Statunitensi prenota le proprie vacanze sul Web e il famoso (tristemente famoso) portale Italia.it, prima della sua chiusura, era al 579.039° posto nel ranking dei siti più visitati negli USA ?

Questa è solo la punta di un iceberg. Tutto quello che sta sotto è la difficoltà di formare professionalità che comprendano che le tecnologie applicate al Turismo non sono un "nice to have", ma una componente fondamentale ed imprescindibile della competitività del settore.

Iniziative come la tua sono lodevoli per la riflessione che portano con sè e per la diffusione che riescono a raggiungere. Sono convinto che questo paese ce la possa fare. Però bisogna smettere di dormire e vivere di rendita sul Colosseo, Venezia, la pasta e l'espresso.

Ciao, Fabio

Grazie Fabio per il ricco commento al mio scarno post.
Condivido assolutamente tutto quello che dici, le nostre visioni mi sembrano affini.
Su Italia.it ho provato a spiegare le ragioni della sua necessità e l'inefficacia della sua breve azione (rispetto ai principali competitor europei e in base agli unici dati - Alexa - in mio possesso).
vedi http://www.slideshare.net/RobertaMilano/italiait-le-ragioni-di-un-fallimento/
A Riva del Grada passi avanti ne sono stati fatti ma ancora troppo spesso ho sentito parlare del web come di un media alternativo/aggiuntivo e non come di un evento che sta modificando la domanda e rivoluzionando il marketing strategico (e non solo turistico).
Peccato non esserci incontrati e conosciuti al convegno

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