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04 luglio 2008

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I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a Matteo Marzotto presidente dell' ENIT, forse...:

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Vabbè dai, il sito di ENIT non sarà ancora aggiornato, ma un motivo in realtà c'è ed è spiegato in un comunicato stampa di ieri, che annuncia come la MVB

"ha fatto oggi visita all’ENIT in occasione dello svolgimento del CdA su invito del Presidente Vicario, Enrico Paolini, al quale - in attesa del completamento della procedura per l’insediamento del neo Presidente, UMBERTO Marzotto - spetta il compito di garantire la continuità amministrativa dell’ Agenzia".

Che nel frattempo funziona una vera meraviglia.

Peccato solo che Umberto (1926) sia in realtà il padre del neo presidente Matteo (1966).
Quarant’anni di differenza… ma son piccoli dettagli eh ? :D

Naturalmente il comunicato sul sito l'hanno poi corretto in fretta e furia. Per quello diramato via fax e che si legge nella rassegna stampa, su carta intestata e con tanto di logo dell'ente, ormai non c'era più nulla di fare... :D

Divertente anche la bufala con la quale Berlusconi ha chiuso la sua presentazione di MVB alla conferenza stampa di Palazzo Chigi:

"…che ci voleva veramente una mentalità nuova, un’iniezione di imprenditorialità nella direzione del turismo. Credo che sia una scelta consapevole, voluta e credo assolutamente positiva quella di avere due imprenditori: Michela Brambilla si occupa nel commercio di turismo da tanti anni, lo stesso vale per il presidente dell’ ENIT. Ecco io credo che anche la scelta di queste due personalità, di questi due protagonisti del settore sia qualcosa che ci induce a sperare in una politica estremamente concreta e di realizzazioni immediate."

Non risulta che MVB si sia mai occupata di turismo nel commercio prima d’ora; men che meno Matteo Marzotto, ospite d’onore e neo presidente del cda ENIT, che ha poi chiarito come da sempre abbia lavorato nel tessile (gli ultimi sei anni da Valentino Fashion). Ha prudentemente scelto di volare basso per un massimo di dieci minuti, ricordando però le gesta del nonno Gaetano, che ai suoi tempi fondò la catena alberghiera Jolly Hotels: la quale ha oggi tutt’altro assetto proprietario, essendo stata alquanto disastrata nel recente passato.

da http://millionportalbay.wordpress.com

per continuare la discussione, Roberta, ho linkato il tuo post sul nostro blog. Vediamo cosa ne pensano dalle nostre parti.
www.basilicata.travel

Cia Roberta,

è vero tutto quello che dici. E sai quanto il tema tecnologie/turismo sia anche un mio pallino (anche se sono da poco entrato nella Blogosfera per cercare di diffondere ulteriormente questa convinzione). Però io continuo ad intravedere qualche piccolo segnale di ottimismo. Sinceramente, da quando sono in questo settore non ho mai sentito i vertici politici con responsabilità sul Turismo parlare delle nuove tecnologie come uno dei fattori chiave per la competitività del nostro Paese. In due conferenze di Ambrosetti a Napoli raramente ho sentito nominare Internet non come un "nice-to-have", bensì come una componente essenziale del nostro posizionamento.
Magari sono solo parole. O magari sono intenzioni serie che ancora faticano a concretizzarsi. Seguiamo bene cosa succede e che alle parole seguano i fatti. E fatti concreti.

Ciao, Fabio

Ciao Roberta,

dialogando con una PR importante della moda che non vedevo da tempo provavo, ieri sera a Milano, a fare dei paralleli con il mondo del turismo e insieme notavamo come la moda, solo per il fatto di "mantenersi alla moda", vede anche l'ultimo dei commessi essere più colto dell'ultimo degli agenti nel sapere lo scrittore del momento, l'architett o di grido, il miglior ristorante come anche l'albergo più esclusivo.Quando entriamo in un bel negozio sovente il commesso è educato e meglio vestito dell'acquirente se non altro per mostrare i capi dell'azienda che rappresenta.

Quando entriamo in un'agenzia sovente invece ci capita di trovare una signorina al telefono che ci indica distrattamente dei cataloghi gialli o rossi senza nemmeno darci il buongiorno. Il necrologio dei fax che si abbronzano in vetrina persiste come persiste lo spiegmento di inutili cartelloni su isole lontane mentre il cliente riduce le spese e le distanze.

L'xml è cosa sconosciuta nel settore, l'ecommerce latita nelle agenzie, troppi di noi si parlano addosso legando visioni innovative a onanismi egoriferiti, le associazioni latitano nel favorire i processi IT, il Corriere della Sera relega un giorno dopo la conferenza di Riva un articolo più piccolo della carta stagnola di un Kinder stesa con l'unghia a pag. 35, la Brambilla come Simona Ventura a X Factor candida Matteo Marzotto - perchè manager di 40 anni, con un nome famoso e spesso a Porta a Porta - mah, anzi due di mah, vedendo Marzotto ieri sera su Lucignolo farsi sbaciucchiare come Lele Mora da due veline.

Ma con quel cognome secondo te al WTM o all'ITB ci accoglieranno meglio? Ma che metro hanno usato? L'unico del quale ho ravvisato un certo dissentire in tal senso è stato solo Giannetti di Assotravel. La stampa di settore ammorbata nelle ricerche di pubblicità mi è sembrata parecchio assente nei commenti. Quasi quasi era meglio Briatore o Lapo per quell'incarico. Che ne pensi?

Forse ha ragione Winteler quando un paio di mesi fa lamentava del fatto che i trombati della politica alla fine, prima o poi, si siedono sempre su di una poltrona che riguarda il turismo e se ricordi bene la Brambilla quando tutti gli incarichi ministeriali venivano assegnati si era particolarmente arroventata restando lei con il cerino in mano. Ricordi poi invece a stretta di mano fra Claudio Velardi assessore al turismo in Campania (noto agente di viaggio) e la stessa Brambilla sotto i riflettori del TTG? Ma Claudio Velardi mumble mumble http://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Velardi... e uno come Prosperini http://www.prosperini.it/ che c'azzeccano con gli assessorati e la promozione di attività turistica?

In un paese che ha visto il partito dei pensionati, il partito delle casalinghe, il partito dei caccia e pesca, il partito gay e lesbo e tanti altri partitini e partitucoli perchè non è sorto il partito delle organizzazioni turistiche? Che ne so un bel "Azione Turismo" dove fra i 2 milioni di lavoratori avremmo potuto indire delle primarie e quindi candidare una persona migliore di quelle che continuano a frequentare il salotto buono o la cabina di regia. Perchè tutti tacciono? Fanno gola i soldi del governo alle regioni? Tutti a inseguire la Brambilla. Che ridere. Io invece desidero solo inseguire Paolucci e oggi più che mai. Tu cosa ne pensi in tal senso?

Prova a farti un giro su http://www.fiavet.com/ trovi notizie del 2004 e la richiesta del tesseramento con un bollino vintage del 2005 altrochè Paolucci lì sul sito ENIT dopo 14 giorni. Ottimista? Io ci sto ripensando ma per fortuna comunque gli ottimisti ci sono sempre e alla fine da Kotler, a rappresentare il turismo, eravamo lì solo tu ed io...

Un abbraccio.

alex k. ;-)

Ciao Roberta,
è il momento di rinnovamento per tutta la filiera.
Gli hotel, le agenzie di Viaggio, i consulenti, il modello per impostare e ridisegnare il Turismo le professioni.
In Italia non siamo mai stati inclini al "nuovo"
il web ci appare ancora un nemico.Ha interessato il Turismo da tempo ma ancora adesso inizia a trasferire la sua efficacia.Siamo ancora all'inizio.
Questo dibattito è passato in altri stati da tantissi anni oramai.I risultati si vedono:
Spagna, Grecia che sul ricettivo e sull'economia che non ci invidiano neanche un pò.
Il settore sarebbe opportuno rinnovarlo con gente che ha già un'idea su quello che si può fare.Gente che ha esperienza e competenze alle spalle da ritrasferire.I risultati cosi' arriveranno.Innovare un settore che rispecchia l'Italia.Affamata di gossip, pallone e veline.Cieca, miope,ignara.
Mi riconosco in alcune mie e l'ottimismo non passa.
A presto.
Michele

Ringrazio davvero per i commenti a questo post. Alcuni meritano un replay con altro post che intendo scrivere con calma.
Scusate ma in questi giorni questioni personali non mi permettono di dedicare al blog molto tempo. A prestissimo.

Cara Roberta,
sicuramente il mancato aggiornamento del sito è un chiaro segnale di un approccio sbagliato o della storica inefficienza della macchina pubblica italiana; non credo però che sia realmente questo il problema: il corretto utilizzo delle tecnologie e dei nuovi canali da esse messe a disposizione non può essere considerato come la soluzione di mali ben più profondi del sistema turistico italiano.
Problemi legati all'incapacità di segmentare il settore per capire dove sono le priorità del rilancio, all'incapacità di definire vision, mission, obiettivi e strategie; all'incapacità, come dici tu, di CREARE il sistema, all'incapacità di agire senza che questo sia legato esclusivamente alla capacità di spendere, ecc. ecc.
Ben venga Matteo Marzotto, purchè dimostri di essere in grado di approcciare il business del turismo (incoming? outgoing? incentive?) con le capacità imprenditoriali che lo hanno contraddistinto nella sua vita privata; altrimenti nessun sito web perfettamente funzionante sarà in grado di risolvere i problemi turistici del Paese.
Un caro saluto
Davide

Roberta,
devo dire di essere molto d'accordo con quello che scrive Davide nel suo commento.
Io non mi scandalizzo della scarsa (o nulla) esperienza della Brambilla e di Marzotto in materia turistica.
Qui stiamo parlando di politica. E la politica deve dare indirizzi strategici con logiche non necessariamente legate all'esperienza di settore. Non ricordo tantissimi Ministri della Salute che fossero medici. Così come non ricordo molti Colonnelli o Generali assurti a Ministro della Difesa. Quello che è assolutamente vitale è che il politico crei squadre di professionisti che, all'interno delle necessarie (anche se magari non sempre condivisibili) linee guida politiche, massimizzino, con logica imprenditoriale, l'efficacia delle loro azioni.
Per esempio, la politica, all'interno di un più generale programma di decentramento dell'apparato Statale, può decidere (come ha fatto il nostro Paese) di dare autonomia alle Regioni in materia turistica (ripeto, si può essere o non essere d'accordo). I "tecnici", all'internop di questi confini definiti, devono trovare gli strumenti per presentare, comunque, il volto unitario del Paese e promuoverlo come tutt'uno. Non è impossibile: lo ha fatto la Spagna, con fior di "tecnici" al lavoro, in uno Stato molto più decentrato del nostro.
Questo per dire che è preferibile avere "politici" che abbiano un'ottica imprenditoriale e che sappiano muovere persone e risorse, piuttosto che "esperti" di settore che non riescano ad ottenere gli spazi di manovra necessari dalla politica.
Non sto dicendo che gli attuali abbiano queste caratteristiche. Dico solo: vediamo cosa sapranno fare. Non mi sembra, comunque, che usciamo da una situazione di perfezione...
Fabio

Roberta,
scusa se "ammorbo" il tuo blog. Molto velocemente, quando parlo di esperti che hanno lavorato per il Governo Spagnolo mi riferisco, per esempio, a Raimon Martinez Fraile con il quale ho avuto la fortuna di lavorare lo scorso anno, essendo entrambi nell'Advisory Board Ambrosetti per Sistema Turismo Italia. Un grande esponente di mentalità prettamente imprenditoriale. Ho trovato questa sua bella relazione ad un convegno dello scorso anno (pagine dalla 35 alla 37): http://www.cciitalia.org/pdf/convegno%20cnel.pdf

Non parlo più. Promesso !!!

Ciao, Fabio


Carissimi,
Se un giorno mi svegliassi con l’idea di voler fare l’ingegnere o l’architetto o altro, qualcuno sicuramente mi farebbe capire e/o notare che dovrei dapprima fare studi specifici, poi stage e tirocini, poi l’iscrizione ad albi e poi iniziare a lavorare come professionista.
Se invece, una persona qualsiasi decidesse di lavorare nel settore turistico lo potrebbe fare tranquillamente perché non esiste tutta la formalità che giustamente appartiene ad altri settori.
Nel Turismo italiano non esiste un Ministero ad hoc, Albi, etc.

In Italia sembra che non esistano Manager Turistici capaci di ricoprire quelle Alte poltrone del comparto.
Così le cariche più importanti del settore vengono ricoperte da chi ha avuto successo in altri settori, o altrove.

Notizia di questi giorni è che la carica dell’Ente Nazionale Italiano del Turismo è stata affidata ad un giovane rampollo di cui si conoscono più le storie con le veline di turno che le competenze professionali.
L’obbiettivo sarà quello di trasferire le Sue competenze nel Turismo, dice un’articolo.
Mi viene da immaginare che il nuovo arrivo dovrà velocemente studiarsi il settore e applicare tecniche e strategie da Lui maturate (altrove).
Ma il Turismo non è il settore dei Servizi? Cioè dove alla fine si vende un qualcosa anche o soprattutto di Intangibile? Allora come si fa a sviluppare queste conoscenze e sensibilità che appartengono solamente a chi tutti i giorni dall’interno di una struttura alberghiera o da un’agenzia viaggi, etc si confronta con persone di diversa cultura e provenienza,in tempi brevissimi?
O si continua a ragionare pensando che tanto chi non è capace di stare con la gente o di raccontare quanto è bella la nostra Italia? E poi…

Ancora. In Francia per gli obbiettivi 2020 Politica e delegazione di ben 200 attori della filiera turistica si sono “messi” ad un tavolo per definire le giuste strategie.
In Italia nella prima “occasione” del nuovo Sottosegretario al Turismo, ovvero durante la Conferenza per il Turismo di Riva del Garda, le Imprese sono state tenute fuori dalla porta.
Chissà perché la Francia è prima nella classifica mondiale e noi…

Ancora Ancora. “Mettiamo finalmente mano al caos stellare” l’obbiettivo del Sottosegretario del Turismo. L’idea è quella di un sistema misto che alla tradizionale classificazione attribuita dalle Regioni, integri un programma di autocertificazione, da parte degli albergatori, su particolari servizi.
E poi ci lamentiamo che non riusciamo a “fare Sistema”.

Sicuro nonostante tutto, che il nostro Turismo non è da meno a nessuno, per il bene del settore spero di essere smentito quanto prima.

W la Brambilla, W Marzotto, W la Politica (OOO non si sa mai).

Salutoni

Biagio
http://hotelsostenibile.blogspot.com/

Insomma, pare di capire che l'andazzo non cambierà: grandi investimenti in ridondanti infrastrutture tecnologiche, zero contenuti relazionali, zero protagonismo degli operatori. Continuiamo così, facciamoci del male.

Ti lamenti che nel sito Enit non sia stato inserito il nuovo nome del Presidente Marzotto ,mah figurati ancora è in lista con tutti i dati un agenzia di viaggi di catania dove io lavoravo 10 anni fa ed ha cessato l'attività almeno da 8 anni . Al settore albi e ruoli della camera di commercio sempre di catania non hanno ancora manco il computer , non parliamo degli uffici turistici della regione a Palermo, li la tecnologia è rimasta al tempo di mussolini !
Per aprire un attività turistica tipo agenzia , tour operator etc etc in Spagna in Germania , in Francia ci vuole 1 minuto , in Sicilia passano 15 mesi se ti va bene !!!
E ti devi cercare il direttore tecnico che lo paghi in nero e manco sai chi è , perchè qui anche se parli 3 lingue straniere e lavori da 15 anni nel turismo il prossimo concorso per direttore tecnico uscirà penso tra 30 anni , e io sarò già in pensione .
Come presidente dell Enit mettiamo Toto Reiina almeno lui è conosciuto in tutto il mondo, paghi la tua mazzetta e ottieni le dovute autorizzazioni e licenze (naturalmente se tutto è in regola )
Un nome , una garanzia !

Bn lavoro politici e politicanti
Valeria

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