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28 luglio 2008

turismo: fare, fare bene e FARE PRESTO

Matteo Marzotto è ufficialmente da qualche giorno il nuovo Presidente dell'Enit.

Come mi aveva fatto notare Fabio Lazzerini, la nomina della Brambilla doveva ancora essere ratificata con atto formale dal CDM. Chiedo scusa per le inesattezze precedenti. Non credo tuttavia di essere stata l'unica a cadere nell'equivoco anche perchè il comunicato stampa di Riva del Garda sembrava già di per se molto ufficiale.

Poco importa. Importano invece (almeno a me) gli interessanti spunti di discussione che quel post ha generato. Uno degli argomenti caldi, che riguarda proprio la nomina di Matteo Marzotto ma anche quella del sottosegreteraio Brambilla, riguarda l'opportunità o meno di inserire in ruoli chiave per il Turismo persone che non abbiano esprerienza pregressa nel settore.

La mia opinione, in generale, è che la provenienza da altri settori potrebbe essere un arricchimento a condizione che e sistano dei contenuti e delle competenze da condividere.

L'esempio di Claudio Velardi all'assesorato al turismo della Campania, almeno per quanto posso aver letto dal suo blog e altrove, mi pare riuscito. Non condivido, pertanto, le perplessità dell'amico Alex (doveva pur esserci una prima volta). Velardi, uomo influente e fondatore di Reti, a mio avviso, costituisce un precedente interassente per una serie di motivi:

- sta tentando di importare un metodo e una progettualità

- sta conducendo una battaglia importante contro la macchina burocratica che neutralizza le buone idee pubbliche laddove ve ne siano,

- sta creando un percorso condiviso con gli operatori, fatto di incontri e discussioni anche accese

- sta decidendo (in questo paese improntato al vorrei ma non posso sembra una rarità). La discussione è importante ma poi deve seguire l'azione, banale ma tutt'altro che scontato, almeno nelle mie esperienze.

Di Prosperini, invece, so poco o nulla per cui non mi pronuncio.

Spagna_turismo_2020 Ma tornando all'argomento "esperienza pregressa" c'è una considerazione che volevo aggiungere e che riguarda il settore turismo. L'Italia sta perdendo preziose posizioni, sia in valore assoluto che in termini relativi. Esiste la necessità, avvertita fortemente dagli operatori e non altrettanto dalla politica, di FARE PRESTO.

La Spagna ha un programma turistico per il 2020. Un orizzonte temporale per noi inimmaginabile tanto che quando mi ci sono imbattuta l'avevo inteso come programma di investimenti nel web 2.0 (ripetuto due volte come rafforzativo, deformazione professionale...).

Questa esigenza prioritaria, la FRETTA, deve essere coniugata, a mio avviso, con le nuove nomine. E per fare in fretta bisogna cambiare passo immediatamente e comunque avvalersi di competenze tecniche e non politiche. Questo, almeno, è il Roberta Milano pensiero nel merito.

PS: comunque nemmeno ora il sito dell'Enit è stato aggiornato

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In Inghilterra si dice che per sapere se il budino è buono devi prima assaggiarlo e per sostenere questa tesi che reputo basilare, non solo aziendalmente ma anche nella vita, mi sono collegato con il ‘tuo’ sito (posso darti del tu?). Premetto che in Italia, a differenza di altre nazioni, connettendomi con svariati blogs del settore turistico, sono riuscito al massimo a resistere 30 o pochi più secondi (forse ho trovato solo quelli sbagliati), per poi rimettermi allo studio personale o alla lettura dei vari quotidiani internazionali su questo meraviglioso compartimento; il turismo.
Complimenti che rivolgo anche a tutti i ‘tuoi’ naviganti perché molto spesso riescono a centrare bersagli che risultano invisibili (miopia o totale cecità) a coloro che dovrebbero emulare il Guglielmo Tell della famosa mela; il frutto a loro disposizione, e cioè la Liguria, è grande come un’anguria mentre, in campo nazionale, questo obiettivo può essere paragonato ad una zucca da Guinness. E pensare che in Italia abbiamo degli ottimi arcieri!
Al termine di queste dovute considerazioni in merito al piacere che ricevo leggendoVi; almeno non sono il solo, vorrei evidenziare quanto riportato recentemente sui quotidiani genovesi, e vale a dire, la nuova tassa sulle attività subacquee proposta dalla maggioranza in regione.
È infatti l’ennesima tegola (gettata) in testa al turismo ligure, sempre attento ad incrementare nuovi gettiti erariali mentre istituzionalmente si parla di riduzione dell’Iva turistica. Sinergie e metafore liguri.
È logico supporre che introducendo queste tasse, si avranno, in ambito, prezzi più alti e contribuiremo ancor più al continuo pellegrinare dei turisti verso la costa azzurra, la Grecia, la Turchia, l’Egitto, la Croazia, la Spagna… vabbé, potrà peggiorare solo di quattro posizioni quella 127esima che il Global Competitiveness Report 2007-2008 che ci assegna per tributi; ci sono solo 131 nazioni associate!
Parte di quelle nazioni in cui non ricordo, nel mio vagabondare all’estero, che per i Diving Centers, abbia mai versato delle tasse, ma solamente l’iscrizione annuale (poche decine di dollari a carico del responsabile istruttore capo) per il mantenimento delle necessarie trascrizioni o pratiche governative; anche perché parte dei centri di immersione vengono elencati nella sfera sportiva e quindi separati dalle attività turistiche. Mentre qui…?
A conti fatti viene richiesto annualmente (primo anno) oltre mezzo miliardo di euro per i 200 Diving Centers (500 Euro) e 4.500 iscritti (100 Euro) per la trascrizione delle pratiche che 3 impiegati/e smaltirebbero con la sola effettuazione di 6,8 annotazioni giornaliere. Suvvia!
Mentre per incrementare in qualità (oramai assolutamente necessaria per monetizzare in qualsiasi settore) o come nelle migliori realtà turistiche mondiali, occorrerebbe realizzare un polo di Diving Centers in una sola ubicazione in prossimità del mare (Fiera). Sorgerebbero in breve altre attività del genere poiché fautori di business, considerando le svariate migliaia di presenze annuali nel circuito genovese e ligure nonché in considerazione che le maggiori fabbriche mondiali di questo settore appartengono alla nostra città.
Forse è meglio cominciare a pensare aziendalmente e convertire in denaro le idee, come a Suo tempo già proposto, alle attuali giunte, da Giorgio Barsotti, presidente del Cost, …e non con nuove tasse regionali.
Ma questa, a Genova e in liguria, è un’altra storia!

Con stima

Luciano Ardoino

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