Via Ninja Marketing ho scoperto un'interessantissima intervista doppia a Bernard Cova e Giampaolo Fabris (su Marketing Journal).
Si discorre sull'evoluzione del marketing con fluidità ma attraverso contenuti pesanti. In sintesi vengono messi in discussione concetti pilastro del mktg tradizionale quali il consumatore, la segmentazione e le ricerche di mercato. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
Estraggo alcuni brani, soprattutto quelli che hano un legame esplicito con il settore turismo, ma consiglio tutto l'articolo.
Interessante notare come non si parli mai del web direttamente ma lnternet pervade ogni ragionamento: dalle modifiche della domanda alle case history di successo.
Bernard Cova: Ma non si deve fare come troppi uomini di marketing che cadono nell'equivoco di considerare le tribù un segmento, ovvero un raggruppamento passivo da colpire. Le tribù sono attive, condividono un loro senso del bene, di ciò che è lecito e ciò che non lo è.
(...) Oggi (il Marketing) ha ideato il consumatore proattivo, il prosumer anglosassone, che ha a disposizione gli strumenti necessari a superare l'asimmetria informativa che ha sempre contraddistinto il rapporto con l'impresa, e che rivendica un ruolo attivo nella creazione dei significati della marca...
Giampaolo Fabris: oggi il consumatore è e si sente un individuo e non un target da colpire, non sopporta i trucchi di marketing e teme la manipolazione. L'individuo che vuole informarsi non va soltanto sui siti delle marche, ma naviga nella blogosfera. Se voglio capire davvero com'è un albergo, uso TripAdvisor.
(...) non sono più le sole aziende a fare marketing. Si pensi a Couchsurfing, il sito che consente di dare e ottenere ospitalità da privati in ogni parte del mondo. Non c'è nessun pagamento, né baratto, dal momento che si può partecipare anche senza rendere disponibile un posto letto a casa propria. L'unica obbligazione morale è l'interazione tra ospitante e ospitato. Perché andare in albergo, se l'essenza del viaggio è l'esperienza di incontrare altre persone? Oggi i couchsurfer sono oltre mezzo milione e l'industria dell'ospitalità comincia ad accorgersene. All'ultimo congresso cui sono andato, a Boston, gli organizzatori mi hanno fornito l'elenco degli alberghi e dei couchsurfer della città. So di gestori di agriturismo che offrono un primo assaggio gratuito, tramite Couchsurfing, ma replicano solo a pagamento. Il campo da gioco di queste iniziative è la società, ma si avvertono ricadute anche sul mercato, anziché il viceversa cui eravamo abituati.
