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08 ottobre 2008

Italia.it cambia il nome e, speriamo, anche il vizio

E' di poco fa la notizia che il portale italia.it verrà rilanciato. Per ora si accenna solo al cambio del nome e nulla è dato sapere sull'impostazione. Ho provato rapidamente ad incrociare questo annuncio per cercare altre fonti ma, per ora, non ne ho trovate. Per cui riporto fedelmente:

Da Italia.it a italy.com o visititaly.com. Il rilancio del portale del turismo italiano parte anche dal cambio del nome, troppo locale e con ricordi non poprio edificanti sulla sua qualità, soprattutto rispetto ai costi, che per questa nuova operazione saranno nettamente minori rispetto al passato, vale a dire attorno ai 18 milioni di euro. Si sta delineando su questi binari il progetto del nuovo portale del turismo italiano, di cui si sta occupando l'entourage del sottosegretario al turismo Michela Vittoria Brambilla, la quale, per quanto riguarda i contenuti, farà ancora riferimento alle Regioni, ma senza che queste siano obbligate e a partecipare.

Spero vivamente che questa possa essere interpretata come una buona notizia, ossia che dietro alle scarne parole del comunicato esista un progetto in fieri di marketing strategico del settore turismo, un progetto che preveda, finalmente, l'utilizzo del canale web come strumento - indispensabile - per raggiungere obiettivi specifici e quantificati. Spero, ancora, che dietro a tutto ciò esistano persone competenti sia di marketing turistico che di comunicazione sul web. E, soprattutto, spero che l'esperienza di italia.it abbia insegnato qualcosa sul metodo.

Aspetto con ansia gli imminenti sviluppi.

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I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a Italia.it cambia il nome e, speriamo, anche il vizio:

Commenti

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Beh, l'importante è concentrarsi sulle cose importanti :-)

speriamo... ma temo che la strada da fare sarà ancora lunga

come fa a essere una buona notizia con un costo così? 45 milioni nel cesso, ok diciamo che sono esagerati e diciamo 20, o anche 10, e ora di nuovo una marea di soldi?

Grazie Roberta per la segnalazione.

Beh, se funziona tutto come nell'usuale mercato privato in cui ci muoviamo, siamo di fronte a un "cliente di prima generazione" e quindi temo che il 100% del budget sarà investito solo nella mera realizzazione del sito.

La parte di promozione totalmente trascurata o demandata a iniziative sulla stampa (italiana) per il ritorno "commerciale" sono degli organizzatori/promotori :-)

Di solito ci si accorge dell'importanza di stanziare adeguate risorse per un piano marketing di promozione solo dopo essersi scontrati contro un primo fallimentare progetto.

Sarà un processo di apprendimento infantile?
No, ma ci assomiglia tanto.

ho seguito la vicenda, e partecipato al RitaliaCamp come professionista di internet e non del turismo. francamente il nome mi sembra l'ultimo dei problemi, mentre mi concentrerei su quei 18 milioni di euro, che come fanno notare tambu e nereo sono ancora troppi. esageratamente troppi. e non parlo solo della realizzazione del sito, ma anche della sua (adeguata) promozione. speriamo bene. e se no ci sarà un RitalydotcomCamp, e ci si rivede là :)

A riprova del fatto che non sappiano bene di cosa parlano, entrambi i domini patinati che vogliono usare sono già stati registrati da anni.

Qualche consulente gli farà presente lo stillicidio di soldi, tempo e avvocati per provare a riaverli? ...con scarsissime probabilità di successo comunque.

no, non ci credo. Il flop scorso è stato tale che il pessimismo mi attanaglia. E un po' anche il nervoso, perchè basterebbero molte meno risorse per fare una bella cosa, e pure utile.

Roberta, due cose:
1. non mi sembra che cambiare il nome sia una grandissima innovazione. E, comunque, non molto decisiva (eufemismo...)
2. fantastico: adesso risparmiamo e spendiamo solo 18M€. Ma cosa ne è stato dei 40 e rotti già spesi ? So che non è colpa dell'attuale gestione, ma non si può recuperare nulla di quanto già speso ?!?
Ciao, Fabio

Anche nell'ipotesi che quello che ne uscirà sarà un sito splendido e meraviglioso pieno di servizi mirabolanti, 18 milioni rimangono un'enormità.

Una cifra del genere dovrebbero usarla per fare un progetto serio di e-government del paese e probabilmente avanzerebbero ancora soldi...

Non vorrei sembrare disfattista, ma se quello di prima diceva "pliiiz", quella di adesso è passata alla storia per la sua lite a Ballarò con Soru per via della pupù dei cani abbandonati in Sardegna. E ho detto tutto.

La ferita è ancora, evidentemente, troppo fresca. L'argomento rievoca subito grandi delusioni: delusi come cittadini (lo spreco di risorse,...) e doppiamente delusi da operatori del settore (ancora nei fatti privato di un canale unitario online). Nereo ha perfettamente ragione: mancano persone competenti che facciano fruttare il mare di soldi investito. Manca soprattutto, aggiungo io, una regia. Riguardo agli stanziamenti, Tambu e Fabio, per quanto ne sapevo io, 21 milioni dei primi 45, sono stati trasferiti alle regioni strettamente vincolati alla produzione di contenuti. Saranno ancora li o son stati spesi in altro?

Italia.it è stata una fuffa dal primo giorno. Ci hanno guadagnato un sacco i soliti ignoti...vedremo cosa accadrà...

Roberta, anche a me risulta che i 21 M€ siano stati trasferiti alle Regioni per i contenuti. E' proprio per questo che mi chiedo se quei fondi saranno ancora validi per dotare il "nuovo" Itali.it (o come si chiamerà) di quei contenuti o se saranno sborsati nuovi fondi per gli stessi contenuti. Un po' di trasparenza non dispiacerebbe per nulla...
Fabio

Per quelli che si stupiscono della cifra: l'importo per una regione (diciamo non qualunque, diciamo una di quelle che puntano molto sul turismo) può aggirarsi tranquillamente sui 4/5 milioni di euro, e comprende di solito costose campagne all'estero. Spero che nessuno faccia l'errore di credere che questi soldi vengono spesi per il "portale".
Detto questo, speriamo che questa volta il lavoro lo facciano invece di intascarsi i soldi e basta.

non per trasparenza ma per lavoro certosino Scandalo Italiano era riuscito a ricostruire le varie voci di spesa. Qui sotto la parte dell'articolo di Anna Masera (La Stampa) che riporta proprio quei dati:
«Soldi spesi per il progetto a sentire il Dit: 7 milioni.
Soldi che entro breve andranno alle regioni: 21 milioni.
Soldi che rimangono in cassa a sentire Enrico Paolini, coordinatore nazionale degli assessori regionali al Turismo, che ha appena incontrato Nicolais: 7-9 milioni
(NB: si noti lo stupefacente pressapochismo. 7 o 9 milioni?)».
7 + 21 + 7 (o 9) = 35 ( o 37) milioni.

E i restanti 10 (o 8) milioni che mancano per arrivare a 45, dove diavolo sono?

«Ovviamente i conti tornano perfettamente, invece, se si assume, come già affermato da Paolini, che i milioni “spesi” siano 15 e non 7.

Soldi spesi per il progetto a sentire Paolini: 15 milioni. S
oldi che entro breve andranno alle regioni: 21 milioni
Soldi che rimangono in cassa a sentire Paolini che ha appena incontrato Nicolais: 7-9 milioni.
15+21+9= 45 milioni».

http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&ID_articolo=643&ID_sezione=3&sezione=

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