In attesa delle notizie che arriveranno da TTG Incontri di Rimini, mi piace sottolineare l' intervento di Matteo Marzotto, attuale presidente dell'Enit, al convegno Comunicare il turismo svoltosi ieri a Milano (Rho) nell'ambito di COM-PA.
Realisticamente parla di previsioni negative per il 2009, peggiorative rispetto al già critico 2008, legando l'analisi alla crisi internazionale e alle prevedibili ripercussioni anche sul turismo.
Delinea poi alcune priorità, relative soprattutto all'Enit, per invertire questa tendenza. In particolare, secondo Marzotto, va evitata l'eccessiva frammentazione negli sforzi promozionali sui mercati esteri.
"Esistono delle categorie, degli aspetti del business, tra cui la comunicazione e la promozione che se frammentate - ha poi spiegato - perdono di efficacia. (...) Credo che in Italia la governance sia il problema, non dal punto di vista normativo, ma da quello di chi si prende la responsabilità. Bisogna poi avere a disposizione gli strumenti per esercitare proprie responsabilità".
Concordo completamente. Ma aggiungo che la questione della governance è, a mio parere, centrale anche da un punto di vista normativo. Proprio per identificare quelle importanti responsabilità cui Marzotto fa cenno. Tra l'altro non è usuale sentir parlare di responsabilità e mi compiaccio di questo passo avanti per nulla scontato. Su questo argomento già alcuni mesi, facevo analoghe considerazioni.
La domanda che pongo ancora è questa:
- se l'Enit è (letteralmente tratto da natura giuridica e funzioni dell'Enit) lo strumento primario per realizzare le politiche di promozione dell'immagine turistica dell'Italia e di supporto alla commercializzazione dei prodotti turistici italiani nel mondo,
- se la competenza turistica è stata trasferita, per legge, alle Regioni e, parzialmente, alle Province,
chi è che idea e pianifica la politica turistica italiana? E soprattutto chi ha gerarchicamente, e sottilineo gerarchicamente, l'autorità per realizzare questa eventuale politica nazionale?
In altre parole: se l'Enit è il braccio chi è la mente in ambito turistico? E una volta individuata la mente, gli viene data l'autorità per esercitare tale governance?
Se non chiariamo questo aspetto centrale e strategico temo che qualunque iniziativa sia destinata a fallire, non solo sul web come l'esperienza di italia.it ha tristemente dimostrato.


