Dopo l'articolo de L'espresso "Va dove ti porta il web", tutto dedicato al turismo 2.0 e che ha suscitato in me tanta curiosità, ho avuto modo di approfondirne i contenuti grazie alla gentilezza di Corrado Peraboni - AD di Fiera Milano Expocts, società che organizza la Borsa Internazionale del Turismo.
Si tratta di una interessantissima ricerca commissionata da BitLab "il primo Osservatorio permanente sull’immagine del settore turistico italiano all’estero" sulle nuova era del settore turistico online.
Già solo questa visuale mi piace, è quella utile. Sembra scontato ma così non è. Se qualcuno si ricorda l'iniziativa di Francesco Rutelli - Turisti protagonisti - si ricorderà anche che analizzava le preferenza degli italiani al rientro dalle loro vacanze all'estero. Espressi immediatamente le mie perplessità sull'impostazione e sul target.
Tornando al Rapporto BitLAB viene citata una ricerca Forrester (marzo 2008) che quantifica intorno al 50% la percentuale di "internauti europei" che prepara le vacanze utilizzando il web 2.0.
Questi, poi, i plus del Turismo 2.0 individuati nel documento e riportati quasi integralmente:
- Partecipazione degli utenti; (...) gli utenti condividono informazioni di viaggio, foto, video e consigli su servizi e destinazioni.
- Interconnessione e integrazione dei servizi, per trovare le soluzioni migliori per i voli, le auto o gli hotel offerti dalle agenzie on-line.
- Supporti e canali multimedia: attraverso l’uso di video foto, podcast si presenta un’esperienza totale all’utente che richiede sempre più informazioni prima di decidere.
- Geolocalizzazione dei contenuti: la maggior parte dei siti danno anche mappe dove poter localizzare i servizi;
- Personalizzazione delle informazioni e dei servizi: queste comunità on-line permettono di creare i propri profili dando risultati personalizzati.
- Sistemi intelligenti e predizione delle informazioni che generano predizioni delle tariffe dei voli e degli hotel.
- Ubiquità dell’informazione e dei servizi: accedendo alle informazioni, visitando i siti con i cellulari, la disponibilità delle informazioni è praticamente totale.
Molti altri contenuti sono inclusi, anche una serie di articoli sulla stampa estera che avvalorano le dimensioni e l'importanza del fenomeno web 2.0 nel settore turistico.
Ma la cosa che mi preme sottolineare è l'approccio di studio della BIT che si è da alcuni mesi avventurata nel progetto Bit Channel, la web tv della BIT, e più in generale sta approcciando il mondo del turismo 2.0 sia nel b2b che nel b2c. Un progetto in evoluzione che sto seguendo fin dalla sua nascita e che ha saputo tener conto di alcuni commenti presenti in rete modificando, ad esmpio, il dominio. Esattamente quello che non hanno saputo fare con italia.it


