Il nuovo Italia.it è online da giovedì scorso e con alcune, non marginali, differenze si sta nuovamente riscontrando - come nel 2007 - un grande interesse della rete, ben oltre la ristretta nicchia di chi si interessa di turismo.
Il fenomeno mi incuriosisce e sto cercando di capire le motivazioni di tanto interesse.
Sicuramente il fatto che si parli di un portale fa si che tutte le persone che nel web lavorano si sentano in qualche misura coinvolte. Il fatto poi che dietro a questo progetto esistano e siano esistiti forti investimenti (oggi si parla di 5 milioni, in precedenza i milioni erano almeno 45, poi diventati 58) indubbiamente aumenta l'attenzione e la pignoleria nelle valutazioni. Ma tutto ciò non basta, a mio avviso, a giustificare questi fiumi di contenuti e relativo tempo dedicato. C'è qualcosa in più che va oltre e che mi affascina. Ci sentiamo tutti coinvolti non tanto in quanto esperti ma semplicemente in quanto italiani e poi declinati nelle varie accezioni di lucani, liguri, laziali, campani...Ognuno controlla il proprio paese o la propria regione per come viene proposta, per i contenuti che vengono evidenziati, per le informazioni che vengono omesse o che risultano sbagliate. Scrissi tempo fa commentando la fase propositiva a seguito della prima uscita di italia.it: "secondo il famoso principio di Archimede - un corpo riceve dal basso verso l'alto una spinta pari al peso del volume di liquido spostato - il progetto RItaliaCamp sembra trarre la sua forza proprio dalla traduzione, in chiave costruttiva, delle reazioni al portale italia.it". Anche oggi assistiamo ad un proliferare di iniziative spesso propositive e che, cosa affatto trascurabile, riprendono il discorso facendo tesoro della storia recente. Segnalo solo alcuni esempi:
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un gruppo su friendfeed che grazie alla iniziativa di Marco Dal Pozzo ha già attivato un contatto con la redazione
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vari gruppi su facebook sia per italia.it che per magic italy
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una pagina wiki dedicata per facilitare la discussione
Per la fase propositiva siamo solo all'inizio, la monitorerò da vicino cercando di contribuire in prima persona. Nella doppia veste professionale e privata, perchè "This land was made for you and me" (cit. Woody Guthrie). Spero che chi coordina questo progetto si renda conto del valore potenziale di quanto sta accadendo.


