Tramite segnalazioni sui vari social network vengo a conoscenza di interessanti iniziative che meriterebbero approfondimenti. Oggi ho deciso di soffermarmi su ExperienceLess, un recente progetto che nasce per dare risposta ad un tipo di domanda turistica più ampia di quanto non si immagini. O meglio, non si tratta di una tipologia di turisti secondo i canoni tradizionali di segmentazione, bensì di un numero considerevole di persone ( me compresa, intesa come turista) che a prescindere dalla destinazione vogliono cambiare il modo di "fruire" della destinazione stessa. L'esperienza è messa al centro, ma per esperienza, in questo contesto, non s'intende un generico miscuglio di ospitalità, profumi, sapori,... di cui spesso si parla in ambito turistico. Il vero sinonimo di esperienza in questa accezione è "vivere la destinazione".
Questo il sintetico ma chiarissimo slogan che compare nella pagina di presentazione:
“HELP!!! I DON’T WANT TO SEE YOUR MUSEUMS AND I DON’T WANT TO SEE YOUR STATUES. AND, ABOVE ALL, I DON’T WANT TO SEE YOUR CITY. I WANT TO LIVE IT.”
Credo sia una tendenza in atto molto interessante perchè può stravolgere l'efficacia dell'offerta turistica così come costruita negli ultimi decenni. Per "vivere" un paese o una meta turistica si può rimanere stanziali in una località e prediligere una conoscenza per profondità rispetto alla solita conoscenza per vastità. Che in fondo, però, è anche un tornare indietro, con altro significato, alla vecchia villeggiatura.
(scoperto su friendfeed via Luca Conti)


