E' appena stato pubblicato il Country Brand Index 2009 (CBI2009) di Future Brand. L'Italia ha perso ben due posizioni scendendo dal 4° (nel 2008) al 6° posto (immagine sopra relativa al 2009).
"Il rapporto tra qualità e prezzo, ambiente e ospitalità sono le voci che maggiormente penalizzano la percezione dell'Italia come destinazione turistica, mentre tiene l'offerta di arte e cultura nella quale siamo ancora primi. Occupiamo la settima posizione come Paese in cui tornare". (Turismo e Finanza)
Su Il Sole 24 ore sono visibili le classifiche specifiche per i diversi parametri: autenticità, storia, arte e cultura, sicurezza, ospitalità, standard di vita,.... Alle voci "tecnologia avanzata" e "protezione ambiente" l'Italia non compare nei primi dieci.
A livello globale, poi, il dato preoccupante è che si è riscontrato un calo degli "arrivi" dell' 8,2% (periodo gen-apr 2009).
La cosa più importante che però mi preme sottolineare è l' importanza crescente del web e dei social media nel settore turismo che il citato report ribadisce per l'ennesima volta.
Inserisco i link ai miei precedenti post di commento al CBI2008 e CBI2007. In questa intervista porto poi a supporto del mio ragionamento il dato - contenuto nel report 2007 - secondo cui una volta scelta una destinazione, la componente 2.0 del web (blog, forum, siti di recensioni) influenzi nel 67% le reali prenotazioni. Uso spesso questo dato perchè rimane uno dei pochi che prova a quantificare il fenomeno dell'infocommerce.


