Cito integralmente la parte finale di Anteprima Punto Informatico di Massimo Mantellini perchè, nella discussione di questi ultimi giorni sui mancati investimenti per la banda larga, interpreta il pensiero che ho avuto proprio durante lo Iab forum 2009. Luca De Biase ha chiesto insistentemente agli ospiti di una tavola rotonda se i nostri figli staranno meglio. E la risposta di Paolo Ainio è stata: forse, ma non in Italia.
In effetti sembra mancare in Italia la percezione del bisogno di innovazione e questa è una colpa, è un enorme problema politico e culturale dalle pesanti conseguenze economiche. Se, invece, mi sbagliassi e la percezione del bisogno ci fosse, non procedere con atti concreti sposterebbe il discorso dalla colpa al dolo.
Per maggiore chiarezza sul mio pensiero, specifico che ritengo la cosa trasversale agli schieramenti o ai governi che si sono succeduti negli ultimi anni.
I famosi 800 milioni per la larga banda sono soldi importanti e quella del governo Berlusconi è la solita miopia a cui la politica italiana ci ha abituati nell’ultimo decennio. Nulla che non abbiamo già visto, nulla che non fosse lecito aspettarsi. Ma la scelta attendista e polverosa di Gianni Letta sposta in minima parte il gigantesco problema di una nazione che ha per la tecnologia lo stesso amore del gatto per l’acqua.
Abbiamo bisogno di politiche di lungo periodo centrate sulla scuola, sulla alfabetizzazione telematica, abbiamo bisogno di informazioni autentiche sulla utilità di Internet, abbiamo bisogno di incentivi economici che riguardino le famiglie, per spostare l’impasse culturale di quel 50% degli italiani che continua ad acquistare costosi smartphone e non possiede un computer in casa. Abbiamo bisogno di raccontare la rete, anche in TV, come la grande opportunità che è. Poi certo abbiamo bisogno anche di una infrastruttura migliore ma non raccontiamoci che il problema sia tutto lì.


