Secondo una ricerca della Bocconi, presentata lo scorso febbraio alla BIT, gli italiani che fanno acquisti online nel settore travel sembrano acquistare di preferenza su siti e operatori stranieri, soprattutto USA, considerati - sempre secondo lo studio - più aggressivi sul mercato e con più alte performance per contenuti e servizi.
In sintesi noi italiani compriamo da siti italiani solo il 26% del totale degli acquisti travel.
Vista la percentuale così bassa è ovvio che spesso noi italiani "compriamo l'Italia" all'estero.
Ho potuto visionare la ricerca solo ora ma questo è un dato che ricordavo e ritenevo importante sottolineare.
Infatti dimostra che il gap dell'e-commerce italiano rispetto ad altri paesi - nel settore turistico in particolare - non è dovuto ad una carenza di domanda ma ad una carenza, presumibilmente sia quantitativa che qualitativa - di offerta.
Il problema del digital divide culturale va quindi affrontato tra le imprese, le istituzioni e gli operatori prima che tra le persone.
(La ricerca è basata su dati Mobissimo, un popolarissimo meta-motore di ricerca nel settore travel)
