La settimana scorsa ho conosciuto e ascoltato Lorella Zanardo durante la presentazione del libro/progetto Il corpo delle donne. Un progetto di cui in rete si è parlato molto e mi era già arrivato, per vie dirette o indirtte. Ma era un tema che forse non volevo ascoltare o riaffrontare. Non tanto per disinteresse, anzi. Piuttosto per non rivivere frustrazioni già patite.
Esiste una categoria su questo blog che ha per titolo pari opportunità?, sì con il punto interrogativo. E' presente fin dall'inizio, da quattro anni. E questo dimostra come il tema sia a me molto caro. Ma è una categoria in cui scrivo poco e questo dimostra la mia demoralizzazione in merito.
Lorella, il suo video, il suo progetto, hanno riacceso in me la voglia di parlarne, hanno riacceso la mia rabbia sopita. E' una persona pacata, serena, non usa anatemi, non usa aggressività verbale. E questo mi è piaciuto molto. Usa l'esperienza. Sia nell'utilizzo sapiente ed efficace dei commenti raccolti tra la gente nel tour di presentazione del libro, sia la sua personale. Ma parla di un libro militante, che prova a stimolare concretamente un cambiamento, e anche per questo mi è piaciuta.
Parla delle donne, della vergogna per la loro/nostra rappresentazione, ma anche dell'immagine maschile speculare che finisce con l'intrappolare pure l'uomo in un ruolo che non contempla umanità e sentimento.
Parla della perdita della capacità d'indignazione ( touchè...) per un uso del corpo femminile che appartiene solo all'Italia (e in parte alla Grecia).
E allora ho deciso di scriverne e penso che ancora molto ne scriverò. Tanto è l'arretrato che mi pesa, tante sono le problematiche connesse a questo modello ormai introitato. E un post non basterebbe comunque.
Inizio con il video, quel video che ha avuto milioni di visualizzazioni, che sta lavorando e smuovendo il torpore nel (quasi) silenzio del principale media imputato: la televisione.
(su Anobii le numerose recensioni dei lettori)
E riporto alcune parole dello stesso video, parole che ritengo più efficaci di qualunque altra frase avrei mai potuto trovare io.
I volti e i corpi delle donne reali sono stati occultati; al loro posto, la proposizione ossessiva, volgare e manipolata di bocche, cosce, seni: una rimozione e sostituzione con maschere e altri materiali.
Dove sono finite le "qualità" del femminile nelle immagini che oggi dominano?
Non riusciamo a scorgere in tv una natura peculiare dell'essere femminile, un'identità nuova, originale, genuina - se non in contrapposizione a quella maschile (...)
La donna proposta sembra accontentare, assecondare i presunti desideri maschili sotto ogni aspetto, abdicando completamente alla possibilità di essere l'Altro (...)
Essere autentici probabilmente costituisce uno dei diritti fondamentali dell'uomo. Ma essere autentici richiede di saper conoscere i nostri desideri ed i nostri bisogni più profondi.
Credo che il vero problema delle donne sia non essere più in grado di riconoscere i propri bisogni. Di conseguenza come è possibile essere autentici?
Abbiamo introiettato il modello maschile così a lungo e così profondamente da non sapere più riconoscere cosa vogliamo veramente e cosa ci rende felici.
