Per una curiosa casualità due temi che sto seguendo in questo periodo, temi apparentemente distanti tra loro (turismo e uso umiliante dell'immagine femminile), si sono aggregati oggi in discussioni, sia su friendfeed che su facebook, rispetto a questa notizia.
Prevedibilmente non sono link visibili a tutti, per cui riassumo brevemente.
L'immagine a fianco è quella della nuova campagna di comunicazione dell' APT di Massa Carrara.
E' stata condivisa da persona del luogo.
La discussione che ne è scaturita (più di 60 commenti su friendfeed!) riguarda sostanzialmente due questioni, nello specifico strettamente interconesse:
- la prima più squisitamente pubblicitaria e già ampiamente dibattuta: l'opportunità di usare in questo modo il corpo/immagine femminile e, conseguentemente, la leva sessuale a prescindere dal contesto, dalla pertinenza;
dai commenti:
In effetti è proprio svilente dover ricorrere sempre alle parti anatomiche per attirare l'attenzione...che poi non attira più nessuno, tanto è inflazionato l'uso che se ne fa...comunque secondo me sta già cambiando qualcosa...ed il fatto che ne parliamo su più fronti ne è già un segno!!!
- la seconda riguarda l'efficacia in chiave turistica di una comunicazione di questo genere che nemmeno allude al territorio, abdicando ad una funzione di racconto (reale o evocato) del luogo e delle sue peculiarità.
dai commenti:
è evidente poi che di Massa Carrara, nella foto, non si vede un bel niente. Quel mare potrebbe essere un mare qualsiasi. Non si vede neanche un mezzo metro di spiaggia. Il msg della foto è: "c'è gnocca (mia traduzione). E il mare è bagnato".
siamo proprio sicuri sicuri che il "culo" piaccia? ok, è il solito problema che mancano indicatori , ma che c'azzecca questo visual con il convincermi che in quella spiaggia di Massa starò meglio? poi..con il territorio che ci ritroviamo, così denso di immaginario, ci sarebbe veramente l'imbarazzo dello scelta...
Io non conosco l'iter di queste scelte. So, per esperienza, che solitamente tutto è molto più complicato di quanto appaia. Può esserci la fretta, la disattenzione, lo scarso budget, le lezioni, la pensione o la gravidanza della persona che aveva iniziato la pratica,...(sono solo ipotesi).
Quello che mi preme in questa sede non è accusare la singola APT. Molto più importante è, per me, ribadire il principio generale, affinchè in futuro ci sia più attenzione su questi temi e, magari, anche si osi un po' più di fantasia e creatività, partendo dai contenuti.
Ricorro ancora una volta a Paolo Iabichino - autore dell' ormai famoso libro Invertising in cui sostiene la necessità improrogabile che il mondo delle pubblicità cambi il suo senso di marcia - il quale nei commenti, stamane scriveva:
il turismo impara a fare la pubblicità dai cugini più grandi. se usano i culi per telefonini, shampoo e merendine che investono milioni di euro x brutalizzare la comunicazione, potrà ben farlo una piccola APT con i suoi quattro spiccioli...
peraltro avrebbero ben altri argomenti da comunicare...


