Ieri sera la trasmissione di Rai 3 Presa Diretta dal titolo "Senza Donne".
L'ho scoperto per caso anche se qualche segnalazione l'ho poi trovata a ritroso.
Mi è piaciuto il contenuto e mi è piaciuta l'aggregazione spontanea che si è creata grazie ai social network.
E' nato, infatti, un tam tam spontaneo che ha trovato in twitter, che si presta sempre in questi casi per fluidità ed immediatezza, il suo naturale luogo di conversazione in tempo reale (hashtag #presadiretta).
Oggi invece su facebook è più il momento delle segnalazioni e dei commenti.
Tra gli aspetti trattati anche quello dell'utilizzo dell'immagine femminile nella comunicazione e nella pubblicità, tema che sto seguendo soprattutto nel turismo ma non solo.
Qui il video della trasmissione per chi fosse interessato e l'avesse persa.
Dal sito della trasmissione: Tutti sanno che in Italia le donne contano poco, ma quanto poco? Quante donne abbiamo nei posti di comando della politica, dell’economia, della magistratura,dell’informazione, della società? Le quote rosa potrebbero risolvere il problema? Con SENZADONNE Presadiretta vi fa vedere quanto grande è la discriminazione di genere in Italia e quanto difficile è fare carriera per le donne italiane. Le nostre telecamere seguiranno la vita di tutti i giorni delle mamme lavoratrici, alle prese con gli orari “inflessibili” delle aziende, con la mancanza di asili nido e con un welfare ridotto al lumicino. Più di un terzo delle donne italiane, infatti, lascia il posto di lavoro dopo aver avuto il primo figlio. “Senzadonne” vi fa capire cosa e quanto stiamo perdendo a escludere metà del paese dai posti comando. Stiamo rinunciando alla loro competenza, alla loro intelligenza, alla loro passione. Riccardo Iacona è andato in Norvegia, dove grazie alle quote rosa e alle leggi sulla parità sono riusciti a costruire una vera parità tra uomo e donna. Nella puntata di Presadiretta anche il vero e proprio abuso del corpo della donna fatto in Italia da certa televisione e certa pubblicità, confrontandolo con quello che succede in un Paese latino e “macho” come il nostro, la Spagna.
