Il workshop sui Portali di Destinazione che ho avuto il piacere di moderare durante il convegno di martedì scorso (Matching sul Turismo) credo abbia prodotto una conversazione interessante. Sicuramente ha fornito a me alcuni spunti di riflessione. Cercherò di riassumere il pomeriggio riportando, però, il discorso da un piano strettamente locale a considerazioni più generali.
1) In queste occasioni, se si è fortunati come è successo a me, partecipano alla discussione diverse tipologie di operatori che sembrano non trovare molte occasioni di confronto. Nello specifico erano presenti a vario titolo: Istituzioni (Agenzia Regionale per il Turismo, Provincia - settore turismo), Associazioni (Unione Provinciale Albergatori, Giovani Industriali Confindustria Savona) Albergatori o comunque rappresentanti del comparto ricettivo (in maggioranza), Web Agency e qualche studente.
L'etorogeneità dei partecipanti, sia come tipologia che per livello culturale rispetto al tema specifico, non rende sicuramente facile il lavoro al moderatore. Ma dietro questa difficoltà, cui ho cercato di ovviare spiegando con parole semplici concetti e ragionamenti, si cela spesso una grande opportunità: quella di assistere ad un (garbato) contenzioso tra istanze e problematiche differenti. La discussione si fa interessante, aperta e concreta, sintomo di voglia di confrontarsi, segnale di desiderio di crescere Quello che mi tocca specularmente constatare è la mancanza di un dialogo continuo tra le parti, l'assenza di una sorta di CRM b2b strutturato che aiuterebbe il settore a recupere, almeno in parte, un po' di velocità d'azione.
2) Il mondo dell'offerta turistica, nella sua accezione più ampia di sistema pubblico e privato, è decisamente indietro rispetto alla domanda. Internet non è conosciuto nelle sue potenzialità, tende ad essere visto solo come una minaccia e, pertanto, non può essere sfruttato adeguatamente. La sua componente social, oggi così determinante, ha dinamiche sconosciute alla maggioranza degli attori turistici. La componente - pur minima - di tecnologia necessaria per sviluppare l'e-commerce tende a spaventare oltre il dovuto.
A queste conclusioni eravamo già giunti durante precedenti incontri realizzati da o con BTO Edicational. Anche in Liguria, come altrove in Italia, coesistono purtroppo due fattori ostacoli da superare
- una arretratezza diffusa di carattere culturale (che può essere colmata, almeno parzialmente, con formazione mirata);
- una burocrazia lenta e autoreferenziale che ostacola i cambiamenti anche laddove siano maturi (e su questo aspetto ormai strutturale non sono affatto ottimista nè so proporre rimedi).
La strada è ancora lunga assai.
