Elenco del perché con la cultura si mangia (Andrea Camilleri)
•Eva quando prese la mela dall’albero e la offrì ad Adamo, fece cultura
•La prima madre che svezzò il suo bambino con delle bacche che aveva scoperto commestibili, fece cultura
•Il primo uomo che appuntì un sasso per cacciare e quindi mangiare, fece cultura
•Il primo uomo che incise sulla roccia un bufalo per comunicare che lì c’era da cacciare e quindi da mangiare, fece cultura
•Il primo uomo che si rese conto che la carne di animale era gustosa, fece cultura
•Il primo uomo che fece 2 buchi su un uovo di dinosauro, lo bevve e consigliò al suo clan di fare lo stesso, fece cultura.
•Il primo uomo che sfregando due legnetti provocò una scintilla con la quale accese un fuoco su cui cucinò la carne dei bufali, fece cultura.
•Il primo uomo che, arrabbiato per il bufalo che gli era appena scappato, maciullò con le mani alcune olive e si accorse che potevano essere un buon condimento per la carne di bufalo, fece cultura.
•Il primo uomo che dopo un’indigestione di carne di bufalo, provvide ad avvertire gli altri che non bisognava mangiarne troppa, fece cultura.
•Il primo africano e il primo indoeuropeo, che si scambiarono i loro diversi cibi, fecero cultura
•Dal che si deduce, contrariamente a chi afferma l’opposto, che con la cultura si mangia eccome, talvolta meglio talvolta peggio ma si mangia.
Oltre a Camilleri esistono i numeri, quelli che dovrebbero convincere gli scettici, ma tant'è...
L’Italia investe ogni anno in cultura circa 1,8 miliardi di euro di soldi pubblici, contribuendo al prodotto interno lordo per 39,7 miliardi. Il moltiplicatore dell’investimento è pari a 21,3 il secondo migliore all’interno dell’Unione Europea.
Il dato importante è un altro però: se il nostro paese investisse una somma pari alla media di quanto investono Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna (6,65 miliardi di euro) il contributo al PIL toccherebbe i 140 miliardi di euro (a parità di moltiplicatore dell’investimento). In sostanza l’attrattività del patrimonio culturale italiano non è una favola.
Curioso come, sempre secondo il Country Brand Index 2010, la cultura e il cibo rimangano gli unici asset in cui l'Italia mantiene il primato. I dati sugli investimenti dicono che noi ci stiamo buttando via, ed è tristissimo perchè temo non saremo poi così bravi a raccoglierci (cit.da Non è tempo per noi - Ligabue).
