Non è un ossimoro. In rete come altrove esistono luoghi urlati e luoghi sussurati. Per lavoro studio molto i primi ma questa volta scrivo degli ultimi. E scrivo della scoperta di Tumblr, o meglio, della continua, lenta riscoperta. Che non è uno strumento nuovo ma l'avevo sottovalutato, non l'avevo capito forse. Ed è una scoperta delle persone e della loro umanità piu che della piattaforma, una scoperta delle persone che però la piattaforma favorisce. La regola è l'ascolto, è un luogo dove citi contenuti altrui, dove le uniche azioni consentite sono il like e il reblog. Nessun commento. Nulla. Si comunica in qualche modo a gesti, che quello è sufficiente a mostrare il tuo sentirti in sintonia. Ho trovato un luogo che trasuda poesia, la poesia delle cose, moltiplicata e amplificata da tanti occhi che la sanno cogliere. Cogliere e insegnare. E' un luogo che ferma attimi di vita - dolore, incazzatura, gioia, divertimento, riflessioni sparse - li ferma contro le regole di velocità crescente cui siamo sottoposti, soprattutto noi che nel web sociale abitiamo, con il rischio concreto di perdere i significati profondi delle piccole cose. Una sorta di blob collettivo, un tasto rewind non ben codificato, dove sentimenti, politica, ironia e cinismo si mescolano senza ordine, come in ogni nostra giornata, impedendo però che proprio tutto cada altrettanto velocemente nell'oblio.
L'altro luogo è Instagram, altro social dalle rigide regole: solo immagini e solo via telefono. Aiutati da un gioco di filtri preimpostati che pemettono di variare colori, luci e significati, le foto scorrono come a narrare la nostra vita, magari non com'è ma come la vorremmo e poco importa la differenza. Diventa una narrazione di eventi - grandi e piccoli - e stati d'animo, soprattutto stati d'animo. Mentre pubblichi non pensi alla narrazione, la narrazione si vede dopo, come nel gioco unisci i punti. Una comunicazione non verbale più efficace di tante parole. Perchè è come vedere il mondo con altri occhi. E io ora alle foto mattutine di Paolo, alla Roma raccontata da Federico, ai particolari colti da Matteo, alla quotidianità di Daniela, alla poesia di Antonio, alla vitalità di Enza, insomma ora non saprei rinunciare.
Nessun link, nessun tag, che son cose "intime" e tali spero restino. Loro capiranno, se leggerenno. E se non leggono non importa. Noi ci si frequenta e ci si capisce altrove.
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