Qualche giorno fa su friendfeed Marco Massarotto chiedeva: Poniamo che dobbiate rinunciare a un account: Twitter, facebook o il vostro blog?
Io d’istinto ho risposto: “al blog mai, non rinuncerei mai”.
Poi mi son chiesta perché avessi reagito così, proprio io che ultimamente trascuro il blog in maniera imperdonabile.
E da lì una riflessione intima, una riflessione da fine anno, di quelle riflessioni che hanno dentro dei bilanci e producono piccole, insignificanti certezze. Il motivo è che questo luogo è casa mia, lo sento davvero mio. Gli altri luoghi social sono diversi, tutto scorre velocemente, forse troppo.
Ed ho la presunzione di pensare che, pochi o tanti che siano, i lettori comprendano la necessità transitoria al silenzio che in certi periodi della vita capitano. Che ci son momenti per “dare pensiero” e momenti per “creare pensiero”, e son momenti che non scegli tu, è la vita a decidere.
Insomma mai come sul blog sento che anche il silenzio ha un suo diritto di esistere, quasi a squarciare la sovraesposizione urlata cui siamo abituati.
E può diventare comunque eloquente.
Buon anno a tutti.
