Un post insolito per questo blog, una di quelle riflessioni sparse che alla fine trovano un luogo.
Pensavo ai nomi dei partiti della Seconda Repubblica, anche quelli più recenti. C'è un abuso di parole come libertà, futuro, valori, Italia, democrazia, abuso che mi urta. E' come se il solo evocarle permettesse di appropriarsene. Mentre i fatti contraddicono, in modo più o meno eclatante, quella allusiva promessa.
Sicuramente altri ne han già parlato. Io ho una certa nostalgia del vecchio significato di appartenza a un valore o a un pensiero che, implicitamente, preesiste e vive autonomamente. Partito Comunista, Democrazia Cristiana, Partito Liberale,...
Oggi, invece, sembra prevalere l' idea di possesso, quasi esclusivo, di questi concetti. Peraltro più vaghi sono e più sembrano funzionare.
La mia sensazione finale è, invece, di svuotamento progressivo di senso: un uso evocativo di parole, principi o valori che in realtà ne evoca solo l'assenza.
