Piccola riflessione post Social Media Week.
Durante un dibattito, cui ho assistito da spettatrice, Stefano Epifani ha detto una frase che ho riportato in tempo reale (vedi immagine sopra), una frase che spesso ho condiviso e che allude a temi forse non nuovi ma, sicuramente, non risolti.
Oggi, attraverso alcuni tweet che provengono dal Forum della Comunicazione Digitale, sento aleggiare commenti analoghi.
Non è mia intenzione entrare nei contenuti. Il forum non lo sto seguendo e il dibattito cui ho assistito è stato piacevole e costruttivo. Li uso solo come spunti.
Quel che volevo rimarcare è che il rischio di autoreferenzialità (molti storcerenno il naso solo a leggere questa parola) non è affatto superato. Quanta conoscenza - ammesso e non concesso che esista - riusciamo effetivamente a traghettare fuori dai soliti luoghi di discussione, online o fisici che siano? Quanto riusciamo, ciascuno nel proprio campo, ad incidere in modo tangibile sulla cultura diffusa e ad accelerare i processi di cambiamento comunque in atto? Quanto siamo capaci, nei nostri rispettivi settori, a trasporre quel ficcarsi nella fanga di dajista memoria (espressione talmente perfetta cui non trovo sinonimi)? Non ho intenti polemici, solo attenzione verso la questione che considero, da sempre, prioritaria.
Nel nostro piccolo, noi di BTO Educational, forse favoriti dal tema turismo, un tema che tocca prevalentemente la piccola e piccolissima impresa, questo scopo lo stiamo tenacemente perseguendo e lentamente ottenendo. Alla Social Media Week abbiamo fatto il tutto esaurito sia a Milano che a Roma con affezionati seguaci (e fanno molto piacere) ma soprattutto con nuovi partecipanti, in buona parte operatori privati, in piccola parte - ahimè - provenineti dal settore pubblico. Molte, comunque, le facce nuove. E le facce nuove erano anche tra i relatori: ci preoccupiamo di proporre sempre nuove case history o sturtup mescolandole a brand e temi noti ma seguiti nei loro sviluppi. Noi ci si prova, sempre e comunque. E pare che un po' ci riesca pure. Anche se ci consideriamo solo all'inizio.
