Proprio qualche giorno fa mi interrogavo sulla mia/nostra capacità di "fare cultura" e di incidere concretamente sul cambiamento, in qualunque settore si operi. Oggi vedo Lorella Zanardo accompagnare l'annuncio di una importante e concreta iniziativa - la presentazione del progetto alla Commissione di Vigilanza Rai - con parole che evocano tanto quelle domande e danno anche qualche risposta. La pubblico quasi integralmente per tre motivi:
- seguo l'attività de IL CORPO DELLE DONNE da tempo e la sostengo come so fare io, qui sul blog;
- sottoscrivo completamente il suo inno al pragmatismo, il suo collocare lo spartiacque tra chi incide e chi non incide il che implicitamente significa alzare l'asticella dalle sole idee alle idee+i fatti; il che significa anche, nella mia interpretazione, tradurre con altre parole quel ficcarsi nella fanga cui alludevo nel post citato;
- nemmeno troppo velatamente parla di responsabilità, una parola poco usata e comunque svuotata, proprio nei fatti, di significato.
Care ragazze, cari ragazzi, la cultura serve a cambiare il mondo, non a disquisire nei salotti buoni di alcuni intellettuali immobilizzati dai loro privilegi. Serve umiltà, serve rinunciare a Kant per un po' per andare da chi può avere bisogno di strumenti, di confronto, di luoghi di elaborazione del disagio. Serve portare Kant con parole accessibili là dove di Kant non hanno mai sentito parlare. Serve attuare non un lavoro di semplificazione ,bensì di divulgazione: rendere comprensibile la cultura alta. Pasolini oggi serve. E serve Don Milani. Ma serve tutto ciò che valuterete possa essere utile ad " entrare in profonda relazione" con chi affonda nel nulla mediatico attuale. Serve pietas, parola dimenticata ai più. Serve anche tanto sano pragmatismo, perchè in altro modo il cambiamento resta solo nella testa di chi lo pensa ma non vuole adoperarsi per metterlo in pratica.
Per fare quanto sopra serve competenza, cultura, desiderio di cambiare il mondo e qualità per mettere in atto tutto quanto detto.
Care ragazze, cari ragazzi, leggete Kant, studiate letteratura, imparate dalla poesia: io riconosco che molto più mi serve oggi avere passato 4 anni tra Thomas Mann e le poesie del mio amato Eliot, piuttosto che gli anni del master in economia. Ma senza capacità organizzative e volontà, riconosco che il mondo difficilmente si cambia.
La manifestazione del 13 febbraio ha rappresentato un punto di svolta nella politica italiana: anche se i politici paiono non renderse conto, così è. Come però ho già avuto modo di dire, oggi è importante concentrarsi su azioni concrete: due giorni dopo la manifestazione eravamo nelle scuole. E una troupe della tv australiana ci seguiva, così come è stato con la bbc, settimana prossima con zdf tedesca e domani con la tv cinese: ovunque nel mondo il nostro sano pragmatismo unito ad una profonda cultura viene valorizzato.
Martedi prossimo presenteremo il nostro lavoro in Commissione di Vigilanza RAI, la nostra denuncia sulla rappresentazione delle donne e degli uomini nei media continua: 3 milioni e mezzo di persone hanno visto il video, il blog e FB portano avanti unaimportante opera di innalzamento del livello di consapevolezza, centinaia d interventi tra scuole associazioni regioni e comuni ci tengono vicini alle persone. Chiedetevi perchè quelli che si dovevano occupare di media, di critica dei media, di media e giovani, non hanno mai fatto NULLA, ripetiamo NULLA di quanto abbiamo attuato noi in meno di 2 anni.
Fuggite a gambe levate da questa non cultura baronale: tenetevi il cervello aperto a stimoli esterni, anche stranieri. E imparate da subito che il denaro serve, eccome, ma esserne schiavi conduce alla morte dell'anima.
MERCOLEDI 2 MARZO PRESENTIAMO IL DOCUMENTARIO al PARLAMENTO EUROPEO.
Se volete venire, ci sono voli low cost per Bruxelles, io sarei felice, gioiosa di farvi partecipe di questa battaglia per i diritti civili. Il giorno dopo Bruxelles saremo ancora nelle scuole. A dimostrazione che è sul territorio che il cambiamento si attuerà. Creiamo ponti tra le istituzioni, la vita, il web.
Benigni a Sanremo è stato bravo e ci ha commosso. Che un ritrovato orgoglio di essere italiane e italiani non si esaurisca davanti ad uno schermo tv.
