La scorsa settimana, all'incontro Social Media Better Tourism, è stato sollevato da un albergatore il solito problema delle recensioni su TripAdvisor. La preoccupazione, per quanto non priva di fondamento, sta diventando a mio parere troppo ossessiva con il rischio concreto di diventare fuorviante e controproducente per gli stessi operatori.
Un circostanziato post di Agnese Vardanega si concentra, giustamente, non sulla recensione in sé ma sull'impatto e sugli effetti di queste conversazioni negli effettivi comportamenti delle persone. E, ricerche alla mano, sembra che il problema sia eccessivamente drammatizzato dagli albergatori:
Le opinioni vengono ponderate rispetto a chi le pronuncia, in termini di autorevolezza e/o di affidabilità della fonte. Di conseguenza i giudizi anonimi hanno meno peso di quelli identificabili ; così come – potremmo aggiungere – le opinioni di amici, conoscenti, riviste specializzate e blogger autorevoli sono più rilevanti di quelle di persone sconosciute (ancorché identificabili) inserite su TripAdvisor o su qualunque altro sito di questo genere.
Riflettendo su questi temi ieri ho fatto una verifica sulle statististiche di ricerca di Google. E i dati hanno confortato la mia intuizione. Quali paesi cercano maggiormente il brand TripAdvisor? Ho inserito i principali mercati esteri per l'Italia (fonte Centro Studi Touring Club Italiano) che nell'ordine sono: Germania (da sola pesa più del 28% sul totale delle presenze estere), Gran Bretagna, Stati Uniti e Olanda. Ho tenuto all'interno della comparazione l'Italia per avere il parametro di mio interesse.
Come si può notare l'Italia ha praticamente raggiunto UK nella ricerca quantitativa, mentre gli altri paesi sono enormemente distanziati. Il che può significare che utilizzano meno le recensioni di TA o che consultano maggiormente altri siti di recensioni. In entrambi i casi la notizia dovrebbe tranquillizzare gli hotel. Si aggiunga poi che ricerca non è sinonimo d'influenza. Una correlazione diretta sul traffico veicolato e sulle prenotazioni sicuramente c'è ma quantificarla non è possibile. A logica, però, posso commentare che, essendo la Gran bretagna il paese europeo più avanzato ed esperto nell'utilizzo di Internet, su di loro dovrebbero ancor più pesare quei comportamenti di valutazione autonoma e capacità di discernimento di cui sopra.
Comunque avremo modo di parlarne domani proprio con Trip Advisor (sulla tavola rotonda rimando a successivo post).
Ultima curiosità che mi coinvolge personalmente. Non è che sul dato sotto avrò avuto una qualche influenza? :)
classifica dell'interesse regionale per la key "tripadvisor" in Italia
