Mi trovo in Maremma ad incontro/laboratorio di idee con un po' di bella gente (blogger e non solo) organizzato dall'APT. Ma non di questo volevo parlare, non ora almeno. Ascolto Andrea Giacomelli parlare del gioco Palla eh!, detto anche palla 21, un antico gioco di alcune zone del grossetano e e del senese. A me queste cose - lo ammetto - piacciono, mi incuriosiscono. Sono quelle tradizioni che non solo hanno una storia, ma vivono.
Chi legge questo blog avrà già avuto modo di vedere il nuovo video per il turismo, Magica Italia, o le numerose parodie che in breve tempo han cominciato a girare in rete.
La mia posizione sull'uso dei testimonial (e in particolare di questo testimonial) l'ho già scritta in anticipo, come ho scritto che rivendico il diritto di commentare tecnicamente (e non politicamente) l'inefficacia di questa scelta. Devo dire però che, nonostante le pessime premesse, la realizzazione è riuscita perfino a stupirmi in negativo per la sua intrinseca bruttezza. Un video vecchio, uno stile comunicativo sorpassato, contenuti tassonomici, quell'affermazione ammiccante "lo sapevi?" che stride come unghie su una lavagna.
Apprendo poi, dal sito del Ministro, che lo spot passerà sulle reti Rai, rivolto quindi ad un mercato italiano:
In questo caso il presidente del Consiglio presta non solo la voce ma anche il volto allo spot istituzionale che il Ministero del Turismo ha realizzato per il mercato interno e che sarà trasmesso a breve sulle reti Rai. "Niente del genere era mai stato realizzato in precedenza in Italia e nel resto del mondo - ha commentato il ministro del turismo, on. Michela Vittoria Brambilla - ed è la prima volta che un capo di governo sceglie di mettersi a disposizione del proprio Paese con tale generosità.
1) Se nessun capo di governo l'ha mai fatto un perchè ci sarà pure. Il capo di un governo, anche nei migliori casi in cui non ci siano grandi tensioni o contrapposizioni (e oggettivamente non è questo), è sempre espressione di una parte politica per cui divide e il suo utilizzo carica di significati politici un messaggio che, invece, neutro dovrebbe essere. Il rischio è non solo quello di risultare inefficace ma anche di essere controproducente.
2) Sui drammatici problemi del patrimonio storico-culturale italiano, con i tanto decantati siti Unesco, il messaggio diventa perfino non credibile alla luce di quanto recentamente affermato da Rizzo e Stella nell'anticipazione del loro libro "Vandali". L'incapacità di renderli produttivi e di presevarli proprio attraverso le entrate è disarmante: Spiega un dossier del dicembre 2010 di Pwc (Pricewaterhouse Coopers, la più grossa società di analisi del mondo per volume d'affari) che lo sfruttamento turistico dei nostri siti Unesco è nettamente inferiore a quello degli altri. Fatta 100 l'Italia, la Cina sta a 270, la Francia a 190, la Germania a 184, il Regno Unito a 180, il Brasile e la Spagna a 130. Umiliante.(non entro volontariamente nel merito del grossolano errore sulla percentuale dei siti italiani Unesco).
3) Considerando i punti 1 e 2 il mio personale dubbio è che la finalità di questo spot non sembri affatto turistica. Questo spot dal turismo prenderà solo spunto (e prevedibilmente risorse, perchè i passaggi televisivi si pagano) e alibi per entrare nelle case degli italiani. E il turismo avrà perso un'altra occasione, l'ennesima.
Inserisco qualche esempio, di viedo/spot turistici di altri paesi che usano linguaggi diversi, più freschi ed adatti ai nuovi viaggiatori.
Sarà un caso che il video di presentazione della nuova Social Search di Google sia tutto incentrato su un esempio relativo al turismo? Direi di no, in qualche modo lo avevo già previsto alcuni mesi fa. E già allora avevo indentificato la tendenza con il nome di social travel.
In estrema sintesi le future ricerche su Google terrano conto delle opinioni o informazioni (leggi recensioni) provenienti dai nostri network volontariamente collegati e le includeranno nei risultati. Il video spiega chiaramente l'evoluzione. Per ora i principali social network collegabili saranno Twitter, Flickr, YouTube, LinkedIn ma anche i blog riprenderanno importanza. Manca, ovviamente, Facebook. D'altra parte sul settore travel i due colossi stanno giocandosi una partita cruciale.
Vedremo grandi cambiamenti: le classiche strategie di visibilità sui motori si modificheranno radicalmente e la filiera distributiva relativa all'e-commerce potrebbe venir rivoluzionata in favore di una più facile disintermediazione. Non credo dovremo aspettare molto.
Curiosità: ad un occhio appena esperto non sfuggirà che nell'animazione appare il disegno di un sito che nella grafica e nel colore ricorda tanto... questo.
Ho ricevuto oggi tramite newsletter la notizia del rinnovamento grafico e sostanziale della community del portale Italia.it:
Joinitaly si rinnova! La community che alimenta il portale nazionale del turismo Italia.it con i tuoi contenuti ti offre nuove funzionalità in una veste grafica rinnovata. Ora su Joinitaly puoi condividere oltre alle foto più belle anche i tuoi segreti e come realizzare le tue ricette più golose condividendo cosi le tue esperienze di viaggio in Italia. Joinitaly ti farà scoprire i mille angoli del Belpaese con una marcia in più… La nuova piattaforma di crowdsourcing rilancia i tuoi post anche sul portale Italia.it dove potrai raccontare cosa fare, cosa assaggiare e cosa vedere dei luoghi più belli d’Italia… guadagnando i punti che testimoniano il tuo impegno. Buona partecipazione! Lo staff di JoinItaly
Non è una brutta notizia, anzi. Ma, dopo tutti i famosi precedenti, la diffidenza è d'obbligo e comprensibile.
Comunque, visto l'appello social, sono andata a curiosare tra le novità anche su Facebook e la sitazione trovata è questa:
un solo post (dicembre 2009)
nessuna foto
nessun video
nessuna notizia nella sezione "info"
solo 28 "mi piace" (io sono la ventottesima, perfino Carrie in Quattro matrimoni e un funerale poteva vantare un elenco più lungo)
Non ho mai pensato debba essere obbligatorio essere su facebook per essere social, però la sensazione forte è che si abusi delle parole "community" e "crowdsourcing" interprentandole in maniera unidirezionale. La fiducia, obbligatoriamente alla base di questa presunta strategia, è una cosa serie e va guadagnata con lavoro, coerenza e tanta umiltà. Siamo ancora molto lontani, a mio parere.
Oggi è uscito anche questo interessantissimo rapporto sull'uso quantitativo e qualitativo di Twitter da parte degli enti locali. L'argomento, i dati e le considerazioni a latere, hanno un ideale legame con il post precedente: sembra emergere non soltanto lo scarso utilizzo di questi canali ma, e la cosa è davvero disarmante, l'incapacità di comprenderne le potenzialità. In ultima analisi si usano i canali social senza conoscerli, senza una strategia e con lo stesso approccio dei canali tradizionali.
Queste alcune delle osservazioni di Giovanni Arata:
Ad oggi sono presenti su Twitter 95 antenne in totale: 7 regioni, 13 province, 75 comuni - La modalità d’uso prevalente del canale resta quella broadcast [sono 18 le antenne comunali che non seguono nessuno, 1 quella regionale che non segue nessuno. le funzioni di dialogo sono usate da un numero limitatissimo di enti]; - Il tasso di aggiornamento medio è basso. sono poche le antenne in grado di garantire una presenza continuativa ed affidabile nel tempo. (...)
Gli enti più grandi confermano la propria maggiore facilità a mantenere viva la presenza nel tempo, i piccoli inseguono a fatica, con alcune notevoli eccezioni come San Benigno Canavese o Capoliveri [che non hanno nulla da invidiare ai big né in termini di intensità della presenza, né in termini di qualità del palinsesto].
L'aggettivo "dormiente", utilizzato per descrivere alcuni account scarsamente aggiornati, è quanto mai azzeccato, lo stesso che avrei usato io commentando l'intero rapporto: come dice Wired Sveglia Italia!
Naturalmento tutto è consultabile nella più totale trasparenza.
Sono stati pubblicati oggi da GH Net i dati di una ricerca sulla spesa delle Regioni in promozione e comunicazione turistica.
Un breve riassunto di quelle che appaiono le indicazioni più importanti emerse.
1) Hanno risposto 13 tra Regioni e Province Autonome su un totale di 21. Siccome si tratta di soldi pubblici trovo assurdo si debba faticare così tanto per avere questi dati. Tuttavia, sapendo come funzionano le cose in Italia, mi complimento con chi questi dati li ha forniti: Puglia, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Lazio, Abruzzo, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Marche, Molise, Valle d'Aosta, Liguria e Lombardia (in ordine di risposta).
2) Fiere e workshop rappresentano la principale voce di spesa con il 25,6%.
3) Le attività di comunicazione e promozione non ben specificate pesano per il 25,2%, rappresentando la seconda uscita.
3) Internet incide per il 3,8% sul totale.
Rimando alla lettura integrale, ma è evidente la sproporzione nell'utilizzo dello strumento Internet che tutti ormai individuano come la principale fonte di informazione per il turismo.
Tra l'altro immagino che quello stesso dato, decurtato degli investimenti imponenti della Regione Toscana, risulterebbe ancora più esiguo.
Sul sito italia.it le celebrazioni per il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia si limitano a un semplice link al sito ufficiale del centocinquantesimo dell'unità (Travelnostop).
Se ne discuteva giusto su twitter e su facebook pochi giorni fa, quando non c'era nemmeno il link in home page...
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