Oggi è uscito anche questo interessantissimo rapporto sull'uso quantitativo e qualitativo di Twitter da parte degli enti locali. L'argomento, i dati e le considerazioni a latere, hanno un ideale legame con il post precedente: sembra emergere non soltanto lo scarso utilizzo di questi canali ma, e la cosa è davvero disarmante, l'incapacità di comprenderne le potenzialità. In ultima analisi si usano i canali social senza conoscerli, senza una strategia e con lo stesso approccio dei canali tradizionali.
Queste alcune delle osservazioni di Giovanni Arata:
Ad oggi sono presenti su Twitter 95 antenne in totale: 7 regioni, 13 province, 75 comuni - La modalità d’uso prevalente del canale resta quella broadcast [sono 18 le antenne comunali che non seguono nessuno, 1 quella regionale che non segue nessuno. le funzioni di dialogo sono usate da un numero limitatissimo di enti]; - Il tasso di aggiornamento medio è basso. sono poche le antenne in grado di garantire una presenza continuativa ed affidabile nel tempo. (...)
Gli enti più grandi confermano la propria maggiore facilità a mantenere viva la presenza nel tempo, i piccoli inseguono a fatica, con alcune notevoli eccezioni come San Benigno Canavese o Capoliveri [che non hanno nulla da invidiare ai big né in termini di intensità della presenza, né in termini di qualità del palinsesto].
L'aggettivo "dormiente", utilizzato per descrivere alcuni account scarsamente aggiornati, è quanto mai azzeccato, lo stesso che avrei usato io commentando l'intero rapporto: come dice Wired Sveglia Italia!
Naturalmento tutto è consultabile nella più totale trasparenza.
