Ho il duplice piacere di ospitare un'intervista sul recentissimo libro di Mario Gerosa e Sara Magro dal titolo Nuovi Turismi:
- primo perchè, come anticipato nel (mio) titolo, questo testo approfondisce e circostanzia la coda lunga della domanda turistica, ormai sempre più frantumata in nicchie particoli quanto estrose, argomento spesso trattato su questo blog;
- secondo perchè scritto (anche) da Mario Gerosa, mio compagno d'avventura in altro libro di prossima uscita, più concentrato sugli aspetti di marketing e di scenario riguardo allo specifico tema "turismo e web". Ma di questo parlerò ampiamente più avanti.
Come, secondo voi, è cambiato il turismo negli ultimi anni?
Mario Gerosa: I tipi di turismo si sono moltiplicati. Una volta le categorie si contavano sulle dita di una mano: c’era la classica vacanza di relax, il mese al mare con la famiglia, c’era la vacanza avventurosa, riservata a pochi, con arrampicate sulle vette blasonate, c’era il safari fotografico, e infine il turismo classico, quello da Guida verde Touring. Bene o male, tutti rientravano in una di queste categorie. Da qualche tempo invece proliferano le variazioni sul tema: c’è la vacanza nella centrale nucleare dismessa, quella nei luoghi di guerra, la vacanza nei luoghi dove hanno girato i reality show. E a volte si creano anche delle contaminazioni tra questi nuovi tipi di vacanze. Nasce così un turismo geneticamente modificato.
Nel libro si citano 100 categorie di nuovi turismi. Oggi quali sono quelle che, come si diceva un tempo, fanno tendenza?
MG: Nel 2007, l’anno del boom di Second Life, andava molto il turismo virtuale, tutti volevano prender parte a spedizioni negli universi sintetici. Negli anni ’10 del terzo millennio, in cui si vive un’integrazione quasi totale con le immagini trasmesse dai media, prevale la voglia di far parte del telegiornale, di andare in vacanza nei luoghi che si vedono in televisione, siano essi teatri di guerre o location di film.
E quale la più grande novità?
MG: I viaggi nello Spazio. E’ una delle novità. Recentemente si è parlato di alberghi da costruire sulla Luna e i prezzi dei viaggi nello Spazio non sono più così proibitivi come una volta. Ciò lascia presagire che tra qualche anno ci saranno intere famiglie che partiranno per il cosmo, così come una volta si partiva per Gabicce Mare. Superata la prima fase pionieristica, anche questo tipo di viaggio perderà l’aura sensazionalistica e finirà per entrare a far parte della consuetudine.
Quale tipo di nuovo turismo vi ha incuriosito di più?
MG: Il turismo delle pentole rivisitato. Su Facebook ci sono vari gruppi che inneggiano alla ripresa di questo turismo trash (quello dei viaggi in pullman durante i quali si doveva assistere a presentazioni di pentole, enciclopedie e elettrodomestici, da pagare in comode rate) un turismo che ha fatto epoca e che attende di essere rivalutato.
A proposito di Facebook, che ruolo hanno i social media nei nuovi turismi socondo la vostra analisi?
Sara Magro: Senz’altro l’uso di Internet ha portato grandi cambiamenti nell’universo del turismo. Parlo appositamente di “universo”, perché il web e ancor più il web 2.0 hanno ampliato immensamente gli orizzonti. Tramite la Rete si possono vedere i luoghi più lontani, conoscerne le realtà locali e farsi un’idea di come organizzare un viaggio senza più bisogno di consultare alcuna guida. Poi, tramite social media si riesce a sapere di qualunque luogo pregi e difetti prima di prenotare (con TripAdvisor, per esempio). E si possono stringere amicizie prima di partire. Il couchsurfing e lo scambio di casa per le vacanze stanno vivendo una nuova stagione da quando c’è Internet: sono nati network che mettono in contatto le persone (con tanto di curriculum vitae) e poi, a fine soggiorno, si tirano le somme su come è andata la vacanza. Sembra che i risultati siano più che positivi in termini di esperienza: basti guardare i numeri sempre in crescita degli iscritti a couchsurfing.org e airbnb.com.
Le categorie che avete raccontato sono teoriche o reali?
S.M.: Ecco, questo è un punto fondamentale. La nostra ricerca parte dal presupposto che ci sono molti modi di approcciare uno stesso argomento. La specializzazione, lo sappiamo, riguarda ogni campo dell’essere, del sapere e del fare. E se questo è vero per la scienza, per la filosofia, per la produzione industriale, lo è anche per il turismo. Si viaggia per lavoro, per fare del bene, per imparare, per studiare, per fare shopping, per farsi un seno da pin-up o per un trapianto di cuore. Quasi tutto è viaggio, perché mezzi di trasporto ed economie hanno facilitato immensamente gli spostamenti. E sempre più gente viaggia, nonostante le crisi politiche, economiche, sociali, internazionali. E a seconda di come e dove si viaggia, noi proponiamo il modo concreto di realizzare quello specifico itinerario, fornendo tutte le coordinate necessarie per passare dall’idea alla pratica.
L’altro aspetto della nostra ricerca riguarda la filosofia del viaggio. Abbiamo indagato sulle diverse motivazioni che spingono una persona ad andare dal punto A al punto B, cioè da casa sua, dalle sue radici, dalla sua quotidianità alla meta, al sogno, alla fantasia. Dall’Armchair Tourism, che non implica alcuno spostamento, fino al turismo emozionale, abbiamo cercato di spiegare come, perché e per dove un individuo parte, esplorando per esempio il New nomadism che prevede il viaggio come stile di vita autonoma, senza mete precise e senza fissa dimora, e il “vacilando” per il quale l’aspetto più importante è lo spostamento e ciò che accade tra A e B.
Perché chi opera nel turismo deve tenere conto dei cambiamenti che sono avvenuti negli ultimi vent’anni?
S.M.: Mi sento di dire che chi opera nel turismo dovrebbe seguire la tendenza della specializzazione. Solo così, con servizi sempre più mirati, si può assolvere alle nuove esigenze del mercato e garantirsi lavoro in futuro. Facciamo un esempio: se voglio praticare il turismo gourmand ai massimi livelli, dovrò rivolgermi all’operatore giusto; in questo caso, i Viaggi del Gambero Rosso Travel, solo per citarne uno. Anche se è appena nato, il nuovo tour operator si avvale di un marchio riconoscibile tra gli intenditori (il Gambero Rosso) e della indiscutibile esperienza di Viaggi dell’Elefante, che si occupa dell’organizzazione. È scontato, che se la scelta del tour operator è giusta, il viaggio ha molte ottime chance di riuscita. E lo stesso si può dire per chi vuole partire per viaggi letterari, lirici, artistici o business. E figuriamoci poi se si vuole fare un lancio nello spazio. Se non si adeguano alle richieste di un pubblico targettizzato come quello del turismo oggi, molte agenzie sono destinate a farsi fagocitare dalle allettanti offerte sul web.
Cento modi di fare turismo: quali di questi non passerà con le mode del momento?
S.M.: Sicuramente l’ecoturismo e il turismo religioso, continueranno a crescere. Ma anche il war tourism e il disaster tourism non cesseranno. A meno che guerre e crimini non siano in via di estinzione. Ma non lo crediamo, almeno nel futuro immediato.
Qui il blog del libro. Per la cronaca la tipologia che paradossalmente ha più incuriosito me è Viaggi della Memoria.
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