Pubblico anche sul blog la presentazione che ho portato a Back to Basics (poi diventato back2basics). L'evento ha incontrato il favore di molti, centrando probabilmente un disagio sentito: quello di vivere, a volte per necessità, una dicotomia infondata tra online e offline, una dicotomia continuamente riproposta da clienti o dai media.
Ma specularmente ha intercettato anche il disagio di alcune aziende che non riescono a rapportarsi e ad approcciare un mondo che li intimidisce per dinamiche e per ritmo frenetico di innovazione. Una complessità che genera ansia, bisogno di certezze.
Noi abbiamo provato ad intraprendere un cammino inverso, cercando linguaggi semplici per raccontare un mondo complesso ma che può diventare più familiare di quanto non si pensi, a condizione di affrontarlo con umiltà ed ascolto.
Ognuno di noi, nel proprio campo e con le proprie competenze, si è fatto carico di un tassello del puzzle. Abbiamo provato a spiegare la socialità di Internet, come e su cosa incide, quali vecchie dinamiche ha modificato, quali invece ha valorizzato e, soprattutto, quali comportamenti premia.
Per quanto concerne il turismo - il mio tema - ho raccontato come il web e i social network in fondo ospitino esigenze antiche: conversare dei nostri viaggi (lo abbiamo sempre fatto), condividere immagini ed emozioni (ho un'età per ricordare gli incontri tra amici per le diapositive delle vacanze...), chiedere consigli e informazioni su nuove mete. Cambiano invece i luoghi dove tutto ciò avviene, semplicemente perché sul web avviene meglio, perché la rete si allarga e ti allarga gli orizzonti, perché la comunicazione è fluida e le potenzialità aumentano. E cambiano i modi. Questi cambiamenti, piaccia o meno, sono irreversibili. Tanto vale farsene una ragione subito. Internet insegna come il viaggiatore vuole essere approcciato e questi insegnamenti valgono anche offline. Le persone incrociano le informazioni, valutano la rilevanza e si fidano maggiormente dei pareri disinteressati. La fiducia, il vero valore, si conquista quindi con il rispetto e la trasperenza. Fermo restando la cara, vecchia e insostituibile qualità del servizio. Più importante che mai. Certo cose non nuove per chi frequenta questo blog, ma non ancora sufficientente diffuse.
(tutte le altre presentazioni che consiglio vivamente, anche se non trattano di turismo)
