Martedì scorso sono stata ospite all'Elba di un piacevolissimo incontro organizzato da Officina Turistica.
E' stata l'occasione per fare qualche considerazione partendo da una breve anticipazione del libro Viaggi in Rete.
A volte accade che la sintonia con il pubblico sia palpabile, un fluire continuo di sensazioni positive in andata e ritorno che aiutano molto chi parla a stabilire un contatto reale con chi prevalentemente ascolta. Martedì è accaduto e proprio grazie a questo, forse, gli spunti che volevo lanciare sono arrivati. La conferma lo ha avuta nelle conversazioni e nei messaggi ricevuti al termine.
Non è mio solito elargire molte certezze, piuttosto riflessioni. E quelle con cui ho chiuso la mia chiacchiarata meritano di essere riportante anche sul blog dove ancora non le avevo ospitate.
Due sono, a mio parere, i fenomeni da tener moritorati nell'immediato futuro.
Il primo è la dimensione social, dove "social" non è ridotto alla sola presenza nei social network ma allude a quel tipo di condivisione - in grado di influenzare pesantemente le nostre decisioni - che i social network hanno sviluppato e che, ora, le persone pretendono: un requisito indispensabile per qualsiasi brand.
In un certo senso nulla di nuovo. Non fosse che, a conferma di quello che pareva un segnale emergente, assistiamo allo sviluppo di molte start up (come Gogobot) o a nuove funzionalità (vedi Google Social Search) che abbandonano progressivamente criteri oggettivi in favore di rappresentazioni sempre più soggettive della realtà o delle ricerche. Il social commerce come il social travel sono gli aspetti che maggiormente interessano in questa sede (vedi trendwatching.com di maggio).
L'altro fattore, dirompente proprio in questi giorni grazie al nuovo Google plus, è l'emergere dell'economia dell'io. I segnali arrivano da lontano, dal comparire di quel marker di Google Maps che pone noi al centro dei luoghi modificandone profondamente il senso.
Sembrano fenomeni opposti ma ad una più attenta lettura appaiono immediatamente l'uno speculare all'altro.
Essere al centro cambia tutto. Cambia la vostra percezione dello spazio, del tempo e dei luoghi. Cambia il vostro senso della posizione e della comunità. Cambia il modo in cui guardate le informazioni, le notizie,. .. E cambia il vostro ruolo nelle transazioni. Ora siete il punto di partenza. Ora il mondo digitale segue voi, non il contrario. (Nick Bilton, Io vivo nel futuro, Codice Edizioni, 2011)
Mettiamo insieme questo elemento sociologico-compartamentale con le ipotesi di accordi Foursquare, Groupon e Expedia: credo di non dover aggiungere molto altro per spiegare la futura, concreta portata di tutto ciò nel travel.
Magari mi addentro troppo nel futuro ma qualcuno ci aveva già pensato ancor prima ne scrivessi io.
