Domani inzia la seconda edizione di Ravenna Future Lessons (il mio intervento Venerdì 21 ovviamente nella sessione dedicata al turismo). Se possibile ancora più ricca della prima. Uno dei pochi, pochissimi eventi dedicati ai giovani, al loro futuro. Nuove ricerche, nuovi relatori, nuovi temi.
“Investire su giovani e innovazione per tornare a crescere”. Sembra banale ma nessuno (o quasi) lo fa.
Ravenna Future Lessons è, in sintesi, una piattaforma concreta di conoscenza e collaborazione per i giovani che si realizza grazie alla Camera di Commercio, alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna, lo Studio Giaccardi & Associati e la neonata Associazione culturale Ravenna Innovazione.
“Contribuire alla visione di futuro e alla crescita della felicità sostenibile delle persone, delle organizzazioni e dei luoghi”. Un progetto ambizioso, forse visionario. Ma qualcuno, per fortuna, ha ancora voglia di guardare avanti. Sia chiaro, la parola "futuro" evoca, anche in me, derive emozionali. Ma rischio di trarre in inganno: l'approccio del convegno è molto concreto. Come a dire "Chi non è in grado di vivere il presente, è in balia del futuro" (Seneca).
