Mancano solo due giorni a BTO (Buy Tourisn Online) e ovviamente è tutto avviato, solo i piccoli ritocchi dell'ultima ora. Quest'anno è stato un impegno enorme, 11 temi principali ognuno declinato poi in vari panel tra main hall e altre sale. Io avevo il compito di coordinarne due (Governance e Reputazione/Rilevanza) scelti sulla base degli argomenti per i quali, o per competenza o per conoscenze, potevo dare un valore aggiunto (e spero vivamente di esserci riuscita).
Anche se l'evento deve ancora cominciare volevo fare una riflessione personale suggeritami da alcuni tweet, alcune frasi lette distrattamente su facebook o altrove ma non ben metabolizzate nella fretta degli ultimi giorni.
Perché scegliere BTO?
Mi spiego meglio. Dopo BTO sono nati altri eventi più o meno grandi, più o meno originali, che vanno a coprire un "mercato" che, in parte, proprio BTO ha creato. Una domanda di formazione e informazione, una sete di novità e cultura che non trova risposta in analoghe offerte, locali o nazionali, della Pubblica Amministrazione. Come mai BTO rimane comunque BTO? Cosa ne fa percepire una diversità ancora a distanza di quattro anni rispetto alla prima edizione, epoca in cui sostanzialmente non esisteva concorrenza? Ho provato a farmi queste domande, a ragionare sulle nostre specificità. E questo è quello che ho pensato.
1) cassetta degli attrezzi: continuiamo a fornire formazione, strumenti agli operatori del turismo per affrontare le sfide di un mercato così complesso. E lo facciamo portando a Firenze quelli che consideriamo i più importanti attori nazionali ed internazionali. O invitando persone/aziende che importanti diventeranno nel prossimo futuro. Operatività, quindi, ma ai più alti livelli internazionali.
2) nuovi trend: il nostro interesse non è solo su quel che accade ma su ciò che accadrà. Non è facile, in Italia, vendere questo approccio. Le persone tendono a sentirsi più rassicurate dal presente. Guardare avanti impone una lotta implicita contro le paure del futuro che tutti noi abbiamo. La dimensione tempo moltiplica le variabili e aumenta la difficoltà nel gestirle. Ma BTO ha l'obiettivo ambizioso di raccontare dove il mercato andrà, non dove il mercato è.
3) contaminazioni: questo è un vizio che abbiamo. E anche questo non sempre è facilmente compreso da tutti. Noi riteniamo che la contaminazione con importanti professionalità non appartenenti al mondo del turismo sia un grandissimo arricchimento culturale. Ecco perché abbiamo invitato persone come Riccardo Luna, Stefano Quintarelli, Maria Grazia Mattei, Mafe de Baggis e Filippo Pretolani, Monica Fabris, Paolo Iabichino, Alberto Castelvecchi, Mirko Pallera, Marco Zamperini (vado a memoria e ne dimentico sicuramente altri). E con alcuni di loro il rapporto è costante, sono membri del comitato scientifico di BTO Educational. E' il modo più alto che noi sappiamo concepire di fare innovazione.
4) affrontare i nodi: quelli, ad esempio, della governance e del marketing territoriale contro cui ogni sforzo di fare sistema finisce con l'imbattersi. Come ho detto altrove qualche operatore ritiene questa una deriva poco concreta. E invece penso/pensiamo che se cultura BTO riesce a fare deve farla anche su questi temi, affinché tutti insieme si pretenda una gestione seria del settore.
In sintesi non solo COSA fare e COME farlo ma, soprattutto, PERCHE' farlo. Rispondere a quel perché ci rende protagonisti di un cambiamento. Rispondere a quel perché segna la differenza tra essere passivi o attivi.

E infine, last but not least, la passione che accomuna noi organizzatori. Una passione contagiosa e che viaggia in rete anche tra persone mai state prima all'evento. Non so come spiegarmi altrimenti la frase ricevuta domenica in una mail da persona che non conosco, che sarà a Firenze per la prima volta e che ha voluto semplicemente scrivermi.
Verrò al BTO e mi sazierò di informazioni, nella speranza che il quadro che ci proporrai non sia "demoralizzante", ma stimolante, ricordatene quando parlerai alla platea.
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