Non ho scritto molto in questo periodo. E, predicando bene (per gli altri) ma razzolando male (per me stessa), non ho nemmeno sfruttato l'incredibile notorietà (incredibile per questo blog, tutto è relativo) avuta con il post a caldo sulla tragedia di Costa Concordia. Le considerazioni di marketing che avevo fatto hanno intercettato, evidentemente, un sentire diffuso che prescindeva - in parte - dal caso specifico. E’ stato ripreso da Wired.it, Massimo Mantellini, Sky.it, Davide Licordari, Il Giornalaio e altri.
Mi è stato chiesto anche un breve intervento su Paorama Economy che riprendesse quanto scritto sul blog (vedi foto). Ringrazio tutti.
Volevo continuare il discorso sul brand ma da un particolare punto di osservazione: da cittadina savonese, non da docente. Per Savona la compagnia Costa rappresenta in piccolo quello che Mirafiori è per Torino (non mi vengono altri esempi più calzanti). Insomma quelle realtà dove, per una serie di motivi non solo occupazionali, l’azienda crea un legame forte con la città.
Costa quindici anni fa ha scelto come suo terminal, per convenienza e servizi offerti, il porto di Savona. Ha lasciato Genova, sua sede storica. Uno strappo/affronto che ancora brucia alla superba. E il campanilismo tipicamente italico, da cui non è esente nemmeno la mia città, ha proiettato implicitamente su questo fatto significati impropri, una sorta di rivalsa tardiva verso affronti del passato.
L'epoca d'oro dell'economia savonese, iniziata nel Trecento, continuò per tutto il Quattrocento. Savona si inserì tra le più floride Repubbliche marinare e questo fu possibile perché le energie della quasi totalità degli abitanti si riversarono nel settore industriale, mercantile e portuale. Ma, nel 1525, il porto di Savona venne interrato dai genovesi che scaricarono nel bacino pietre e massi e danneggiarono gravemente la darsena riducendo lo specchio acqueo disponibile ad un piccolo bacino con scarsi fondali e con imboccatura malagevole.
Ma venendo ai tempi recenti e a fatti concreti provo a spiegare con qualche numero cosa rappresenta Costa per Savona.
Nel 2011 il terminal di Costa a Savona ha fatto registrare 850 mila passeggeri con un incremento pari a circa 22%. Nel corso del 2011 le navi in totale che hanno scalato a Savona sono 237, in aumento anche queste in sintonia con la crescita in percentuale dei passeggeri, pari a circa il 30%. E’ al via la realizzazione della stazione marittima satellite sulle aree retrostanti il terzo accosto. E l’anno si è chiuso proprio con la partenza della “Deliziosa” per il giro del mondo in 100 giorni (fonte). In totale, in quindici anni, sono sette milioni i passeggeri imbarcati da Savona.
Il Presidente della Porth Autority, Rino Canavese, quantifica anche altri importanti dati per l'economia locale: “Il numero di occupati sull’operazione Terminal Crociere è ormai un fatto assodato. Oggi ci sono 220 persone al lavoro e di questi tempi rappresentano una risposta vera alla necessità di occupazione”.
A maggio poi era in programma - naturalmente è stato annullato - il battesimo della nuova nave Costa Fascinosa proprio a Savona. Un’occasione unica per attirare l’attenzione mondiale sulla nostra piccola città attraverso un evento preannunciato grandioso.
Ma per spiegare il legame con questo brand voglio usare un esempio personale. Per chi, i più, non avesse visto come a Savona le navi e il porto siano inseriti fisicamente nella città, richiamo una vecchia immagine e quanto scritto in un mio vecchio post:

A Savona le navi attraccano praticamente in città e la nave si integra ormai nel panorama cittadino. Io, con gli occhi di mio figlio, ho imparato a vedere l'arrivo della nave come ad un evento carico di magia, quella stessa magia di Federico Fellini in Amarcord. Il porto di Savona è davvero unico da questo punto di vista. E' un grande dispiacere che nessuno sappia comunicare, in chiave turistica, questa particolarità che ci distingue.
Ecco, mio figlio. Nemmeno troppo tempo dopo quelle parole è accaduto che un giorno, ferma in coda verso l’asilo, mi sono accorta che sapeva leggere perché ad alta voce ha scandito co-s-ta ma-gi-ca, il nome della nave che vedeva dal finestrino dell’auto.
Crescendo ha spesso disegnato navi, proprio navi Costa, creando con la fantasia – tipica dei bambini – nuovi nomi da lui inventati. Ecco la "Costa Piena", la "Costa Enorme" e la "Costa Storica". Ne mancano molte. A memoria ricordo solo la "Costa Armata". Fantasia e realtà che si mescolano e vivono una loro dimensione attraverso matite e colori.



Cosa volevo dire con questo post? Niente di così importante. Una testimonianza, pensieri sparsi che da giorni girano per la testa. Una storia piccola, sconosciuta a molti, nella tragedia enorme che tutti conoscono.
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