Devo dire che ultimamente ho un po' trascurato il mio libro Viaggi in Rete e non perché non ne sia orgogliosa, anzi.
Un po' per pudore nell'auto promuoversi e un po' per le urgenze che puntualmente assorbono tempo ed energie, non sono più tornata sull'argomento. Ma siamo vicini ad alcune presentazioni e ho anche appreso che siamo alla prima ristampa (quindi le cose vanno bene).
Per questi motivi ho pensato di spiegare un po' più in dettaglio di cosa ci siamo occupati, almeno per la metà del libro che ho curato direttamente. Mario Gerosa, curatore ed autore insieme a me del testo e mio compagno di "viaggio" in questa avventura, si è occupato dei mondi virtuali, della comunicazione museale e delle trasformazioni nell'editoria di viaggi. I relativi approfondimenti sono e saranno sul suo blog.
Qui riporto la prima parte dell'introduzione che ho scritto cercando di sintetizzare il percorso seguito e proposto ai lettori. Dal generale al particolare, da temi più teorici a spunti molto pratici, ecco ciò che lega i vari capitoli del libro che afferiscono al marketing. In un successivo post pubblicherò la parte relativa agli altri temi.
Viaggi in Rete: dal turismo al marketing e ritorno. Un percorso che passa per mondi virtuali, moderne applicazioni tecnologiche, aggregazioni sui social network e nuovi comportamenti delle persone che modificano così radicalmente il modo di fare turismo fino al punto da mutarne il significato profondo.
Questo libro non si prefigge risposte nette ma intende, piuttosto, stimolare riflessioni e proporre nuovi approcci di marketing basati sulla costruzione di relazioni e fiducia. Abbiamo voluto aprire finestre sui principali cambiamenti in atto e su evoluzioni ancora in embrione, coinvolgendo persone e saperi anche non strettamente legate al tema turismo per due motivi: primo perché potessero portare il loro contributo di altissima specializzazione; secondo perché è tanto impossibile quando sbagliato circoscrivere rigidamente il tema.
Internet ha avuto un duplice impatto sul settore: ha inizialmente stravolto gli equilibri all’interno dei canali distributivi e ha poi generato nuove modalità di informazioni e di acquisto. Abbiamo ritenuto utile, pertanto, illustrarne in una prospettiva anche evolutiva gli effetti sull’industria turistica (con il circostanziato contributo di Fabio Lazzerini) e sulle piccole medie imprese che costituiscono, soprattutto in Italia, il tessuto imprenditoriale portante del settore stesso (con il contributo di Giancarlo Carniani). Una lettura che volontariamente evidenzia nel recente passato le occasioni mancate con l’auspicio che tutto ciò possa servire a cogliere, invece, quelle attuali e future.
Il travel ha anticipato l’evoluzione delle dinamiche di mercato che Internet genera. La Rete, attraverso blog, recensioni, social network e applicazioni mobile, ha modificato atteggiamenti ed aspettative delle persone riportando l’individuo al centro. Come affrontare questi cambiamenti? Se Gianluca Diegoli offre spunti di metodo per impostare correttamente la presenza e la comunicazione turistica nei nuovi luoghi sociali, Tommaso Sorchiotti approfondisce le specifiche opportunità di marketing legate ai sempre più usati servizi di geolocalizzazione che creano un legame narrativo forte tra persone e territori. Naturalmente si tratta di impostazioni legate da un comune orientamento di marketing, quello che trova le basi nell’ascolto delle conversazioni, nella disponibilità al confronto con i feedback degli utenti e nella capacità di comunicarsi nei modi e nella grammatica che il mondo digitale pretende.
In un panorama italiano mediamente arretrato e impreparato a questa rivoluzione, esistono per fortuna esempi positivi in cui la tecnologia è stata produttivamente messa al servizio della creatività. Taggando gli eventi di una città, nello specifico la Bologna di Michele d’Alena, è stato possibile mettere a sistema un patrimonio informativo esistente creando un’offerta strutturata, mentre le potenzialità della Rete intesa letteralmente come network di persone, sono messe in luce dalle case history illustrate da Stefano Consiglio - attraverso la start-up Angeli per Viaggiatori - e Diletta Parlangeli (con il sorprendente gruppo facebook “Roma Sparita” dove spontaneamente si recuperano foto e memoria storica collettiva della città eterna).
Quel che sembra delinearsi è un viaggio pensato sempre più come esperienza condivisa, in cui la tecnologia rende disponibili nuove piattaforme ad un raffinatissimo sistema di guide destrutturate, create dagli utenti e dagli utenti stessi personalizzabili a piacimento. Nuove narrazioni e nuovi supporti (gli e-book) che rendono possibili, per ora solo potenzialmente, un turismo psicogeografico prima impensabile. È questo il tema affrontato da Mafe de Baggis e Filippo Pretolani che li spinge ad immaginarsi nuove tipologie di guide turistiche in cui l’esperienza soggettiva venga cercata e trovata. Ma già oggi il successo di forme di turismo emergenti come il couch surfing, analizzate da Lidia Marongiu e Arturo Salerno, sembrano trovare nell’elemento umano il comune denominatore. Anche ospitare persone nella propria casa diventa, infatti, un modo di fare turismo: una modalità diversa in cui attraverso le persone sono i diversi luoghi a venire da noi, una sorta di delocalizzazione da cui il turismo sembrava, per sua natura, immune.
La complessità è alta, gli operatori sia pubblici che privati, sono disorientati: servono conoscenze tecnologiche ma soprattutto culturali per affrontare un tale epocale cambiamento. Alcuni utili suggerimenti pratici vengono dal contributo di Luca Bove che guida il lettore nell’utilizzo delle Google Maps, in grado di dare immediatamente un’ottima visibilità sui motori di ricerca degli esercizi commerciali e delle attrattive. Altre indicazioni sul come relazionarsi con le recensioni e le opinioni dei viaggiatori arrivano direttamente
dalle aziende intervistate in appendice. Ma sono soprattutto i risultati quantitativi e qualitativi della Regione Toscana (ben circostanziati da Mirko Lalli) a creare quel precedente italiano cui poter fare riferimento nel settore pubblico. Una Regione che coraggiosamente decide di investire sul web e sui social network gran parte del suo budget promozionale, sdoganando finalmente Internet nel mondo turistico istituzionale e creando implicitamente una scuola. L’esempio dell’APT Maremma, descritto da Francesco Tapinassi, è sicuramente legato all’esempio Toscana ma ha saputo parametrare sulle sue specificità il metodo più generale, partendo correttamente dall’ascolto in rete.
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