1) Ammetto che, seppur fissato da tempo, dopo la seconda scossa di terremoto ho avuto paura a muovermi. Credo sia importante, invece, non fermarsi e per questo condivido sul mio blog quanto scritto dagli organizzatori ieri
Pensiamo sia necessario, sopratutto in momento di difficoltà, di continuare a perseguire, ed anzi rilanciare, le necessarie sinergie per valorizzare i territori, rendendoli luoghi da visitare e dove desiderare di vivere.
Da questa considerazione nasce la volontà di non rinviare l’evento, la cui partecipazione, naturalmente, avverrà con forme differenti rispetto a quelle previste, visto che alcuni relatori inviati provenienti da altre zone d’Italia interverranno via web al convegno
e dall'assessore Lepore oggi che, in fondo, parla proprio di sostenibilità dell'informazione
In queste ore sto ricevendo diverse segnalazioni di persone e turisti che avevano in programma di venire a Bologna e che stanno chiedendo rassicurazioni sulla situazione in città. Alcuni hanno anche cancellato incontri e prenotazioni per paura del terremoto. Vorrei rassicurare tutti costoro che Bologna è in piedi e sicura! resistiamo caparbiamente insieme a tutta l'Emilia... quindi venite a Bologna...a e non abbiate paura. Il mio è un appello anche ai mezzi di informazione affinché facciano passare questo messaggio. I giornali hanno il dovere di cronaca e devono raccontare la tragedia che sta colpendo molti comuni emiliani... credo sia altrettanto doveroso per loro fornire un quadro realistico che non descriva l'Emilia come una terra distrutta ... il modo migliore per aiutare le popolazioni colpite e i Sindaci che stanno lavorando incessantemente per gestire la situazione è quella di dare messaggi di fiducia e di speranza. Abracciamoci, come ha scritto qualcuno, ma facciamolo davvero!
2) Ringrazio Michele d'Alena per avermi invitato riponendo tanta (troppa) fiducia in me ma questa volta andrò soprattutto per ascoltare ed imparare. Racconterò le cose che conosco, quelle di cui mi occupo normalmente e spero, ovviamente, che il mio contributo possa essere un tassello utile. Ma il tema del Turismo Sostenibile è tema ampio, importante e complesso di cui ho grandissimo rispetto. Non ci si improvvisa.
Accade che ci si conosca in rete e, in seguito, ci si conosca di persona.
Accade che i figli siano coetanei e vadano anche molto d'accordo.
Accade, poi, che avvenga un terribile terremoto.
E, casualmente, accade anche che ieri la maestra chieda di scrivere una lettera ad un amico/a di un'altra città per "invitarlo a trascorrere una settimana a casa tua".
Oggi segnalo una bella novità per il turismo e, incidentalmente, anche per l'Italia. Una finestra digitale sul mondo. Da oggi sarà possibile grazie a World Wonders, il nuovo progetto del Google Cultural Institute, in collaborazione con l'UNESCO, il World Monument Found, Getty Images e CyArk.
Attraverso World Wonders è possibile esplorare e visitare virtualmente ben 132 siti in 18 diversi Paesi.
La parte del protagonosta la fa Street View ma c'è molto altro tra cui una sezione "didattica" tarata per diverse tipologie di studenti. Il comunicato stampa poi prosegue: La visita non si limiterà ad un'esplorazione fotografica, il sito include infatti altre fonti informative al di là delle immagini, come decine di video e modelli 3D e centinaia di documenti ufficiali forniti dall'UNESCO per descrivere nel dettaglio la storia e le bellezze di ciascun luogo.
Qui sotto un'immagine dei siti italiani. Sono ben 21, il 16%, come per il Giappone. Nessun altro paese in Europa ci eguaglia, nemmeno la vicina Francia che ne può annoverare solo 15. Non mi interessano le classifiche in quanto tali. E' un dato che mi interessa oggettivamente, un dato che quantifica le potenzialità e le risorse turistico-paeseggistico-culturali del nostro paese: non esistono paragoni.
Una fortuna inestimabile che ci ritroviamo in eredità e che male conserviamo come male promuoviamo.
Ovviamente non sono annoverate in queste categorie tutte le motivazioni di viaggio che vanno sempre più ampliandosi e differenziandosi. Ma la capacità di trasformare una risorsa in esperienza turistica è altro importantissimo discorso che qui solo accenno. Ora mi limito a segnalare la novità di oggi.
Per la cronocaca meramente campanilistica segnalo che la Liguria è presente con le Cinque Terre.
Per cronaca affettiva, viste le ultime trasferte, segnalo anche le incredibili immagini di Matera.
Alle loro scuse ho personalmente risposto così: troppo tardi, non è stato un incidente, era sciacallaggio.
Intanto anche la pagina Facebook è sommersa di proteste. Il tutto appare tanto assurdo quanto "meritato" perché non si tratta di crisis management: qui la crisi se la sono proprio andata a cercare, e ci voleva della perversa fantasia.
E a poco serviranno, temo, gli estremi rimedi.
UPDATE: ho ricevuto mail da Groupalia che pubblico integralmente.
SCUSE UFFICIALI DI ANDREA GUALTIERI, COUNTRY MANAGER GROUPALIA, IN MERITO AL TWEET SUL TERREMOTO IN EMILIA ROMAGNA
Milano, 29 maggio 2012 – Attraverso le parole delCountry Manager per l’Italia, Andrea Gualtieri, Groupalia si scusaprofondamente per il tweet pubblicato questa mattina in merito al terremoto. “Sono davvero costernato per quanto accaduto e chiedoscusa alla popolazione colpita dal sisma per averla offesa. Si è trattato di ungesto irresponsabile dettato principalmente da superficialità e inesperienza. La catastrofe che ha colpito la popolazione dell’EmiliaRomagna non può e non deve ovviamente essere strumentalizzata; è una disgraziache merita tutto il nostro rispetto. Mi scuso ancora e, per esprimere vicinanza e solidarietàalle popolazioni colpite dal terremoto, l’azienda ha deciso di effettuare unadonazione alla Croce Rossa Italiana, da destinare alle persone coinvolte nelsisma. Inoltre, pubblicheremo nei prossimi giorni un dealsolidale, per chiunque voglia essere di aiuto e fare una propria donazione”.
Che dire: alcuni nuovi amici incontrati su Instagram, una comune passione per la nostra terra, un po' di teoria (io), tanto entusiasmo e competenza tecnica (loro). Dopo un caffè mancato il grande incontro in un sabato nuvoloso, bellissimo appunto. Un sabato normale, con famiglia al seguito. Ma girando per Savona con Liguriainside tutti pensavano "fossimo della televisione", ci raccontavano spontaneamente storie del tipo "ma lo sapete che Cristoforo Colombo è nato a Savona? Ho le prove". Mai mi era successo.
E da una convivialità vera, non artefatta credetemi, nasce poi questo video che - devo ammettere - mi ha commosso. Vedere la mia città con i loro occhi mentre guardavano i luoghi che io raccontavo. Un racconto attraverso il cibo: c'è la nostra panissa, la farinata (di ceci e di grano che credo solo a Savona sia normale trovare), c'è lo storico frappè della latteria in Piazza Chabrol, Ma credo sia evidente anche ai non savonesi che dentro c'è molto di più. Per dirla con le parole di Roberto (ormai quasi savonese d'adozione) c'è "la capacità di cogliere tanti piccoli particolari che rendono inimitabile l’esperienza di immergersi nella realtà locale, superando i luoghi comuni e lontano dai soliti percorsi. E’ l’Italia che ci piace raccontare, questa".
Basta, sono troppo di parte e poco oggettiva. I commenti, quelli seri, li lascio agli altri.
PS: per la cronaca in dialetto si dice Sanna in savonese, Savunn-a in genovese.
Una decina di giorni fa ho rilasciato un'intervista per Lavoro Fm - edizione dedicata al Trend Expo -anticipando alcuni dei temi che era nostra intenzione affrontare durante l'evento Basilicata Turistica. Web Innovazione Cretatività, evento inserito all'interno degli appuntamenti proprio del Tend Expo.
La riporto sotto perché dimostra come la riuscita del #BTWIC non sia stata casuale ma partita da un ragionamento e da obiettivi precisi in un processo condiviso da APT Basilicata e BTO Educational.
1. Dott.ssa Milano, secondo Lei, il futuro dei giovani è un bene comune?
Futuro è una parola, ed un concetto, che è stato scippato alle nuove generazioni, perfino alla mia. Non è facile parlarne senza scivolare in discorsi demagogici o in luoghi comuni che finiscono solo con inflazionare ulteriormente il termine. Come diceva Flaiano un giovane, va incontro alla vita: cioè, è la vita che da dietro lo spinge. E la vita non sta spingendo in una buona direzione. Occorre cambiare rotta perché i giovani sono IL bene comune.
2. I social media e parlando nello specifico del settore del turismo, sono il nutrimento delle molteplici “conversazioni”. L’ascolto aiuta a definire un marketing innovativo riuscendo a raccontare un territorio ?
E’ molto corretto parlare di innovazione e non focalizzarsi sull’aspetto tecnologico spesso fuorviante. Il marketing era abituato a parlare, a decidere il racconto. Ora deve abituarsi ad ascoltare e il racconto va costruito insieme. Per far questo occorre mettersi in discussione, reinventare nuovi approcci che partano proprio dall’ascolto. Perché le persone raccontano i territori, molto più di quanto noi crediamo: raccontano i turisti ma raccontano molto anche gli abitanti. Non solo parole, sia chiaro: fotografie su Instagram, video su Youtube, check-in su Foursquare, suoni su Sound Cloud, immagini su Pinterest. Il tutto condiviso spesso su Twitter e Facebook. Occorre capire questi nuovi linguaggi digitali per trasformarli in preziose risorse di una strategia turistica davvero innovativa.
3. Nel campo del turismo, l’esperienza della Basilicata si sintonizza con altre realtà ben consolidate. Ci racconta in qualità di esperta di turismo online qual è il valore della narrazione della Basilicata?
In Basilicata avete avuto ottimi maestri [1] che direttamente o indirettamente hanno influenzato positivamente già i primi approcci. Mi riferisco ad un convegno a Matera nel 2007, quando ad affrontare questi temi si era davvero in pochi. I social network non imperavano ma l’atteggiamento impostato di grande apertura ha dato buoni frutti nell’affrontare i cambiamenti di questi ultimi anni. Sono nate tante iniziative, da Discover Basilicata al più recente Digital Diary, con in comune due pregi rari:
a) aver usato la sperimentazione - quella che in gergo viene chiamata “la filosofia del beta perpetuo - come format: non improvvisata ma discussa in laboratori comuni;
b) aver sempre tentato di coniugare online ed offline, perché senza la qualità del prodotto non esiste più comunicazione che faccia miracoli. Forse il passaggio da fare ora è quello di riaggregare e dare senso ulteriore a vecchie e nuove attività.
4. Il web come strumento per stimolare la creatività e l’innovazione. Come si potrebbero generare opportunità lavorative per i giovani investendo in questo settore?
Una ricerca del DAG (Digital Advisory Group ) dimostra che l’economia digitale italiana ha registrato un impatto positivo diretto sul PIL, pari a quasi il 2% ma ancora inferiore al Regno Unito ( 5%) o alla Francia ( 3%). Riguardo all’occupazione in Italia il Web ha creato una media di 1,8 posti di lavoro per ogni posto eliminato, portando un contributo complessivo netto di circa 320.000 nuovi posti di lavoro creati dalla nascita di Internet. Inoltre, nei 13 paesi analizzati, il 75% dell’impatto economico di Internet proviene dalle aziende di tipo tradizionale che non si definiscono “pure player” del Web, grazie all’aumento di produttività derivante dall’innovazione. Credo questi dati siano sufficientemente esaustivi e dimostrino l’importanza non filosofica ma tangibile degli investimenti sulla Rete.
5. Secondo la Sua esperienza, ritiene che sia opportuno identificare profili professionali più specializzati perché possano essere poi impiegati in settori con un forte potere di crescita?
Assolutamente sì ma occorre parallelamente lavorare anche lato offerta, sulle aziende intendo. Creare, in sostanza, le condizioni per cui i profili professionali in uscita da percorsi formativi specializzati siano appetibili per il mercato del lavoro. Dopo la prima edizione del mio Master, in marketing e web marketing turistico territoriale, è successo che gli studenti erano più avanti di quanto non fossero le PMI del territorio per cui il risultato è stato o la migrazione degli studenti stessi o la sottoutilizzazione delle loro potenzialità, almeno nell’immediato.
6. Perché ritiene sia una occasione importante partecipare al Trend Expo – il Salone dell’Orientamento, della Formazione, del Lavoro e della Cultura, a Potenza?
E’ molto importante che si creino le condizioni di incontro tra mondo della formazione e mondo del lavoro. Non meno importante è che questo incontro produca comunque cultura. Nessuno può farcela da solo, non esistono ricette vincenti che non contemplino un’osmosi reciproca. Ma voglio concludere con una frase di Mafe de Baggis che cito spesso ai miei studenti e che evoca la complessità del periodo in cui viviamo: “Ho studiato per fare esattamente il lavoro che faccio e che quando io studiavo non esisteva”. La complessità può spaventare ma racchiude grandi opportunità.
[1] In particolare Giuseppe Granieri, tra i maggiori esperti italiani di cultura digitale. Scrive di tecnologia e società da molti anni su testate quotidiane e periodiche ed è uno dei punti di riferimento in Italia per chi si occupa di comunicazione online.
La mia strada professionale si incrocia ancora con la Basilicata. Un rapporto a distanza e un feeling nato alcuni anni fa con un convegno di quelli che non si dimenticano. Non tanto per il convegno, sicuramente di altissimo livello e anticipatore di temi poi affrontati da molti, quanto per la visione di Matera sotto la neve, un luogo già mistico che diventò ovattato.
Oggi, anzi il 15 maggio, torno per un convegno che ha organizzato l'APT in collaborazione con BTO Educational, convegno alla cui preparazione abbiamo lavorato in perfetta sintonia ed affinità e che pertanto sento molto mio. A cominciare dal titolo: Basilicata Turistica: Web Innovazione Creatività.
La creatività sarà il filo conduttore, declinata nelle sue varie modalità di espressione. Anche i numeri si prestano ad essere letti in maniera creativa e innovativa, la creatività non è relegata solo all'advertising classico. E questa è l'Innovazione che a noi interessa.
Il programma è riportato sotto. Non credo esistano dubbi sulla qualità di temi e speaker. Avrò modo di tornarci durante (su twitter) e dopo (sul blog) il convegno.
Ma per finire annuncio che si chiuderà in musica. Per me è la prima volta e spero non l'ultima. Anche qui nel titolo c'è il mio zampino, una proposta lanciata quasi per scherzo e che quei folli dell'APT, più folli di me, hanno pure approvato :)
La musica, soprattutto quella che ha forti legami con il territorio, da sempre mi affascina. Non c'è viaggio da cui non torni con note del luogo. La musica è componente essenziale della mia esperienza turistica perché lo è della mia vita. Non so quanto io possa essere rappresentativa ma proveremo a scoprirlo con un'intervista agli esponenti di due gruppi musicali - gli Ethnos e i Krikka Reggae - diversi tra loro ma associati da un recupero o rielalaborazione di comuni radici. Con creatività appunto.
E' un "esperimento" che in qualche modo covavo da tempo. Gli amici ironizzano sulla mia tendenza a intitolare contenuti vari con frasi di canzoni in barba alle corrette regole SEO. Vedremo se riusciremo a trasmettere quanto nelle nostre intenzioni. Nel frattempo ve li faccio conoscere.
PROGRAMMA ore 9.00 Saluti Enrico Sodano, Ideatore TrendExpo Introduce Gianpiero Perri, Direttore Generale APT Basilicata Coordina Roberta Milano, Co-founder BTO Educational
ore 10.00 STORY-TELLING. DAL DIGITAL DIARY AL TBE Alessio Carciofi, Tourism Digital Marketing Michele Aggiato, Managing Partner TBE Mikaela Bandini, Cantforget.italy Caspar Diederik, Web Video Artist Cristina Menis, Web marketing Turismo FVG
ore 12.00 INVERTISING NELLA COMUNICAZIONE TURISTICA Paolo Iabichino, Direttore Creativo in Ogilvy
ore 12.45 DALLA “CHIAZZA” AI SOCIAL Francesca Fabbri, Co-founder Osservatorio Foursquare Italia Vincenzo Cosenza, Responsabile Blogmeter Stefano Passatordi, Co-founder Searcheeze
Sessione pomeridiana
ore 15.00 BASILICATATURISTICA.COM Riccardo Dragoni, Managing Director Aruba Joseph Fratangelo, Sales Manager Tripadvisor Ulrich Anschuetz, discoverbasilikata.de
ore 16.00 CLUB DI PRODOTTO E NUOVE STRATEGIE WEB Joseph Ejarque, Presidente Fourtourism
ore 16.30 ARTE, CREATIVITA’ E MANAGEMENT Roberta Milano, Co-founder BTO Educational Giovanni Schiuma, Docente UNIBAS e Chairman dell’Arts for Business Institute
QUELLI CHE CANTANO SONO SEMPRE IN FONDO AL PULLMAN Intervista a Graziano Accinni (Ethnos) e Manuel Tataranno (Krikka Reggae)
La partecipazione è gratuita previa l'iscrizione. Chi non potesse partecipare può seguici su twitter con hashtag #BTWIC.
Pisa è conosciuta in tutto il mondo, non dovrà nulla a questo video in termini di notorietà. Ma quanto rimarrà quel gesto scherzoso nell'immaginario di molti? Come la celebre zuppetta di Nanni Loy con cui la mia generazione è venuta grande anche senza averla vissuta di persona.
Io pronostico qualcosa di simile e gli effetti che immagino sono solo positivi per la città e per il turismo.
Tra i numerosissimi commenti su YouTube "i wanna do it someday :P".
Che Italia.it lo incorpori sul sito credo sia difficile: non per ignoranza ma per procedure che imbalsamano il nostro agire quando si dipende da un ministero. Magari la Toscana o Pisa...
La notizia è questa: Dopo dieci anni di crisi gli Usa provano a rilanciarsi nel turismo con una grande campagna di marketing (Il Sole 24 ORE). L'incipit così riporta:
Mentre in Italia il ministero del turismo, sollecitato a più riprese dalle Regioni, non riesce ancora a rinnovare il portale ufficiale Italia.it, gli States fanno ingresso nel marketing globale per promuoversi a destinazione ideale.
Niente di eccezionale per ora. Ma leggendo più attentamente si capirà il titolo che ho liberamente tratto da una ormai famosa rubrica di Gianluca Diegoli Il marketing spiegato (d)ai negozianti.
Viene descritta una strategia che parte dall'individuazione di alcuni principali mercati obiettivo e viene declinata poi in alcune azioni concrete. Ovviamente l'articolo è sintetico ma i passaggi ci sono tutti. Rafforzamento o riposizionamento del brand, i messaggi sottostanti, la scelta coordinata dei canali di comunicazione, la risoluzione di alcuni problemi pratici (come i tempi lunghissimi per ottenere il visto) che ostacolavono la riuscita di qualsiasi campagna promozionale, a prescindere.
C'è anche la tipica ballad americana come colonna sonora. Non mi dilungo oltre sulla questione marketing in senso stretto. Cito solo il fatto che tra pubblicità sulla stampa, in tv e via web è stato pianificato di spendere nei prossimi tre mesi circa 12,3 milioni di dollari, risorse non grandissime quindi.
Ma soprattutto mi ha colpito questo passaggio:
«Voglio che l'America diventi la prima destinazione turistica del mondo», ha annunciato una decina di giorni fa il presidente Barack Obama nel video messaggio trasmesso al Pow Wow, la borsa internazionale del turismo che si svolge a Los Angeles. «Ecco perché quest'anno ci siamo riuniti con i leader di questa industria per trovare i modi di portare sul mercato le nostre mete e esser certi che i visitatori stranieri ottengano le informazioni di cui hanno bisogno».
Non credo ci siano voluti pochi giorni ma in sostanza detto e fatto. Ecco il sito DiscoverAmerica, con una grafica accattivante basata quasi esclusivamente su immagini e che ricorda in modo esplicito un board di Pinterest, la moda del momento. Per la cronaca i social network presenti sono solo tre, Youtube, Twitter e Facebook, e con ancora poche le persone che li seguono. Sempre tre sono le traduzioni. L'attivazione di FB è dell'inizio dell'anno ma le versioni per i mercati obiettivo sono recentissime, di aprile. Seguirò l'evolversi.
Quel che mi preme sottolineare è l'attenzione diretta del Presidente Obama sulla questione turismo, considerata importante per la nazione.
In 2010, nearly 60 million international visitors helped the tourism industry generate over $134 billion. Tourism is the number-one service that we export. Number one. And that means jobs.
Poche parole ma chiare, inequivocabili.
Qualcuno potrebbe obiettare che Obama è in campagna elettorale. Vero, e peggio mi sento, ché qui da noi nemmeno in campagna elettorale il tema sembra essere al centro di attenzioni o promesse.
Possibile che in Italia, la meta più ambita per eccellenza, non riusciamo proprio a chiamare e concepire il turismo come "industria"?
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