Un amico, Andrea Casadei, mi ha raccontato per telefono questa storia non appena è accaduta. Una case history incredibile che meritava notorietà, che spiega quanto il buon senso sia, in fondo, la prima regola da applicare. Quest'uomo è un genio. Punto.
Ora Andrea me l'ha inviata per pubblicarla: volevo conservare le battute in dialetto ché sono, a mio avviso, parte integrante della storia e senza di lui non avrei saputo farlo. Abbiamo solo deciso di proteggere il nome del campeggio, tutto il resto è pura realtà.
Fine agosto 2012. mi godo la settimana di vacanza con la famiglia in un campeggio del litorale veneto dove, per l'aumento del 10.000% dei cellulari nei due mesi estivi, non funziona nemmeno la telefonia mobile e la connettività di rete non esiste proprio. Ovviamente il wifi è a prezzi degni dell'acqua nel deserto e quindi mi rassegno a starmene isolato dal mondo...non che mi dispiaccia in fondo...
Durante la settimana vedo un gran lavorio sui tetti dei bagni comuni, smontano e rimontano le tegole. dopo averle sapientemente ricolorate, ma solo alcune, di un bel rosso bordeaux.
L'ultimo giorno, un attimo prima di partire e con la family già in auto, vedo che l'impalcatura è stata smontata e noto il padrone del campeggio osservare tronfio il risultato.
Butto un occhio e mi accorgo che una parte della scritta (quella del nome del campeggio che qui non riportiamo) è a rovescio, tanto che per capire la scritta ho dovuto storgere la testa, mentre altra parte è dritta.
Sarà la rilassatezza, sarà che son finite le vacanze, sarà quello che volete ma dall'alto della mia visione planetaria del mondo, mi avvicino al padrone del campeggio e con un poco di sufficienza (mettendo una parola in dialetto per fargli capire che non sono foresto) gli osservo: "la scritta è roversa..."
Mi aspetto una sequela di bestemmie venete, ed invece con un sorriso beffardo mi dice in stretto dialetto locale (che semmai tradurrò a lato) ammiccando:
"ah, no le mia roversa!!!
(e il sorrisso/ghigno da scarpe grosse e cervello fino me lo porterò dietro per tutta la vita)
parchè quando passa el fotografo de guugolo, el cata su la foto del teto e poi qui cancari de turisti tedeschi, che no ghe crede mia al sito e ai cataeoghi che semo pieni de verde e che el ghe la pissina, i vede sulla mappa che l'è vero e ghe crede...
El ma dito ne nevodo che guugolo passa el mese prosimo a catar su le foto...
L'ano prossimo fasso anche un mosaico in pissina..."
E così dopo essermi autoconvinto negli anni di essere uno che aveva capito tutto del digitale, scopro che non solo chi opera nel mondo reale trova il modo di ingegnarsi ma anche che google maps viene considerato dai turisti tedeschi più autorevole di cataloghi e siti ufficiali.
Scopro così che questo piccolo campeggio, che sta scalando le quote di mercato anno dopo anno oltre a questa trovata ha fatto per primo un accordo con l'ACI tedesca (altrettando autorevole di Google) e sta portando via quote di mercato al primo campeggio europeo, distante pochi kilometri che - guarda caso - ha un sito interamente in flash che dal mio iPad mi consente di andare solo sul sito dell'agenzia che lo ha prodotto (e che ovviamente non è in flash...). Questo particolare mi aveva poi fatto scegliere quel campeggio dato che ho prenotato dal divano con i bimbi intorno che volevano vedere le foto del campeggio dove saremmo andati...
Una volta di più mi convinco anche che io e molti di noi che solo 3/4 anni fa pensavamo di essere gli unici depositari della verità della Rete siamo banalmente superati dalla realtà e dalle sua molteplici applicazioni, perchè saper usare guugolo non è più una cosa da Guru...
