Non è un tweet che fa cambiamento, almeno per me. E' importante ma non basta. In questa campagna elettorale twitter sembra servire a riempire i telegiornali nazionali più che a sancire una reale volontà di apertura e di innovazione. Voglio di più.
Ho quindi deciso di mettere alla prova sul tema turismo gli schieramenti politici, rivolgendomi a Pierluigi Bersani e Mario Monti in particolare. Di Silvio Berlusconi, ammetto, non ho fiducia, per le (non) azioni del suo recente governo, per le parole mai mantenute e per come sta impostando sul tema la campagna elettorale ora. Ho motivato sempre su questo blog la mia posizione.
Ai due candidati premier chiedo che il turismo venga considerato finalmente un'industria come accade in altri paesi, chiedo che il paese sposi una vocazione turistica.
Stiamo drammaticamente perdendo competitività in un settore che ci vedeva leader ma che è stato sempre approcciato con improvvisazione.
Perché il Piano Strategico del Turismo non è ancora stato pubblicato come promesso?
Confermate che i fondi europei per la cultura sono stati restituiti a Bruxelles?
Perché non abbiamo mai lavorato seriamente sul brand "Italia" in modo da rafforzare e promuovere le nostre eccellenze cibo, turismo, moda, design, cultura, storia?
Perché nell'era di internet non riusciamo ad avere una strategia digitale degna di questo nome come, ad esempio, l'Australia?
Un ministro da solo poco può incidere su un tema che ha implicazioni con ambiente, infrastrutture, territorio ed economia nel suo complesso. Il turismo è prima di tutto - come dicevo - una vocazione. La politica turistica sarà tanto più efficace quanto più coerente con le scelte che avvengono negli altri comparti. Spetta a voi creare e mantenere nel tempo questa coerenza: l'Italia ne ha bisogno. Non sono altrettanto sicura che questo bisogno sia percepito dalla politica.
Non ho mai capito perché il turismo non sia, in Italia, un tema elettorale. Proprio in Italia. Io voglio che invece lo diventi. E' importante, o meglio, può essere importante per il rilancio dell'economia e di un'economia sostenibile. Sono i numeri a dirlo.
Ecco sencondo la Banca d'Italia l'impatto economico del settore turistico allargato nel 2011 (rielaborazione dati Enit):
- economia viaggi e turismo: 136,1 miliardi di euro
- incidenza sul pil: 8,6%
- occupazione turistica: 2.231.500 unità (diretta e indiretta)
- incidenza sull’intera occupazione nazionale: 9,7%
Per questo voglio sentire parole chiare in questa campagna elettorele, le voglio dai candidati premier, chiare come quelle del Presidente Obama. E l'impegno a successivi fatti altrettanto concreti.
Tourism is the number-one service that we export. Number one. And that means jobs.
Naturalmente sarebbe solo un inizio, molti i temi specifici da affrontare in seguito, ma difficilmente questo post riceverà risposta. Come non l'ha avuta quello diretto al ministro Gnudi non appena nominato. Nel caso, sono qua, ma non chiedo risposte personali o personalizzate.
