Disintermediation in the age of Web 2.0, ecco l'impegnativa sessione che avrò il piacere di moderare lunedì 16 novembre al Buy Tourism Online. Vari modelli di business a confronto in un mercato in continua evoluzione, sia lato offerta che lato domanda.
In una presentazione di qualche tempo fa alcuni dati (li allego per migliore comprensione) che ho proiettato hanno fatto sorgere una vivace discussione.
Sicuramente due sono gli aspetti, distinti ma spesso collegabili, da tenere in considerazione: la CONCENTRAZIONE del mercato e l'INTERMEDIAZIAZIONE dello stesso.
Come molti sanno i mercati online, e quello turistico in particalore, hanno visto crescere nei primi anni delle nuove figure di intermediari, più correttamente definiti infomediari e/o metamediari, in quanto è sulla veicolazione delle informazioni (ed un eventuale aggregazione delle stesse sulla base delle esigenze dei consumatori - vedi pacchetti). Ma oggi il web 2.0 (siti di recensioni, blog, video,...) porta le persone ad
essere sempre più informate e competenti per cui sembra riscontrarsi un aumento delle prenotazioni attraverso il canale diretto a discapito delle O.T.A.. Inoltre, sempre grazie al web 2.0, esiste un'evoluzione della domanda turistica orientata sempre più verso nicchie di mercato - la coda lunga dei "turismi" - non sempre ospitate o ospitabili nei vortali che rimangono genarilisti e rivolti più ad un mercato globale.
D'altra parte società come Expedia sembrano godere di ottima salute. Forse anche (non sono un analista finanziaria) grazie all'integrazione verticale avvenuta con l'acquisizione di TripAdvisor, mossa astuta e lungimirante visto che oggi i siti di booking sembrano avere sempre più accessi da siti di recensione o social network.
Mi piace però mettere l'accento anche su un parametro spesso trascurato, il tempo, e sull'importanza che potrebbe avere soprattutto in futuro. Quanto tempo richiede, infatti, orientarsi tra la moltitudine crescente di informazioni / offerte per poter effettuare la scelta migliore? Se la variabile fosse soltanto il prezzo molti sono i metamotori in grado di comparare le tariffe, ora anche in real-time. Ma nel turismo credo non conti sempre solo il prezzo. Ecco quindi che sembra riemergere uno spazio per una professionalità che tutti davano per spacciata: quella dell'agente di viaggio. Naturalmente innovata profondamente.
Come detto inizialmente tutto è comunque in continua e rapida evoluzione. L'e-commerce italiano b2c monitarato annualmente dal Consorzio Netcomm indica una brusca frenata dovuta alla crisi (primo anno in cui il settore cresce solo dell'1% mentre gli scorsi anni si cresceva sempre a "due cifre"). Ma molto potrebbe essere fatto, a cominciare dall'aumento dei web shopper italiani. Un evoluzione aspicabile in tal senso potrebbe rimescolare le carte e le proporzioni di ogni fenomeno.
"I web shopper in Italia, 8 milioni circa pari al 19% degli internet User, sono ancora in numero molto contenuto se paragonati a quelli di Francia (19 milioni pari al 54% degli utenti internet), UK (28 milioni pari a oltre il 70% di utenti internet) e Germania (33 milioni, poco più del 60% degli utenti internet)" fonte
Questo post non è affatto esaustivo, non ho parlato di twitter e motori di ricerca (cui dedicherò un post a parte), non ho preso in considerazione l'età dei viaggiatori, la professione, i motivi del viaggio, le mete dei viaggi, l'ambito pubblico (destinazione) o privato (hotel/volo/...), ...Tutti parametri che possono incidere nella scelta di canali alternativi. La mia intenzione era solo quella di porre alcuni quesiti e, magari, di trovare contributi in vista della tavola rotonda che qui sotto presento.
Marco Baldan - NOZIO
Francis Louis Passerini - FASTBOOKING
Massimo Pupita - SESTANTE
Nicola Seghi – READYTEC
Andrea Delfini - BLASTNESS
Yahya Fetchati - BOOKASSIST
Sergio Farinelli - QNT HOSPITALITY - SIMPLE BOOKING
Federico Picardi - FONDAZIONE SISTEMA TOSCANA
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