Il post, post BTO e post pubblicazione su CheFuturo. Il post di sintesi che non avrei mai scritto. Solitamente preferisco approfondire alcuni temi specifici. Poichè, però, CheFuturo me lo ha chiesto, e di questa attenzione li ringrazio molto, lo ripubblico anche qui quasi integralmente con qualche immagine diversa e qualche link alla fine in più.
Parlare di innovazione in Italia è cosa difficile. Parlarne nel turismo, settore che la governance italiana ha sempre trascurato a tutti i livelli, lo è ancora di più.
Ma da cinque anni Buy Tourism Online si ostina a farlo con grande successo perché il mercato lo impone e c’è un gran numero di operatori, prima privati ora anche pubblici, che ha fame di formazione, informazione e cultura rispetto a un fenomeno, internet, che ha impattato il travel in maniera dirompente.
Nel 2008 immaginare un convegno in cui si discuteva di recensioni e reputazione, di disintermediazione online, in cui venivano invitati rappresentanti di Google, Expeda e TripAdvisor, in cui era già presente servizio Wi-Fi e che veniva trasmesso in streaming era considerato qualcosa di visionario e coraggioso.
Ma questo coraggio, questa visione e, non meno importante, questa passione, negli anni sono stati premiati con presenze e fiducia crescenti.
I numeri dell’edizione 2012 non sono un miracolo, sono il frutto di anni di lavoro: 3.245 i partecipanti, 6.421 le presenze, 155 relatori, 87 eventi, 198 giornalisti accredidati, 120 tra storytellers e bloggers; 46 aziende al Club degli Espositori, l’hashtag #bto2012 tra i top trends del 29 e 30 Novembre, dibattiti, keynote e interviste registrate in Main Hall e nelle Scientific Hall 35 ore.
Dopo i numeri parliamo di contenuti, la cosa più importante.
Molte le ricerche presentate:
- Utilizzo dei Social Media nel turismo (Vincenzo Cosenza – BlogMeter),
- Lo stato dell’online travel in Italia (Florence Kaci –PhoCusWright )
- La classifica internazionale dei Brand Paese (Susanna Bellandi – FutureBrand)
- Mobile e Apps in Italia (Gina Baillie – EyeForTravel)
- La Reputation in Italia (Wilma Vanni – ReviewPro)
- Il Social Commerce in Italia (Gabriele Piccoli, Cornell University
).
L’evento ha visto la partecipazione di ospiti internazionali, molti dei quali presenti anche alla PhoCusWright Conference (il più importante appuntamento mondiale nell’online travel).
Sono stati affrontati temi molto tecnici e a volte scomodi come il potere di Google nel travel (panel “Chi ha paura di Big G”), la comparazione di modelli alternativi di business dei siti di recensione alla ricerca di un rapporto più equilibrato tra turisti e aziende (con TripAdvisor le aziende hanno limitato margine di azione in caso di recensioni false ma rimane uno standard per i viaggiatori), i rapporti degli hotel con le OLTA e l’importanza dei contenuti anche per i siti di e-commerce.
Con Fabio Lazzerini di Amadeus si è naturalmente parlato del recente acquisto di Kayak da parte di Priceline e degli scenari che questi movimenti sui mercati internazionali, apriranno anche nel nostro paese.

Anche la PA era presente: dopo il caso Australia, che investe l’80% del suo budget su Facebook e ha una pagina molto dinamica con quasi quattro milioni di “like”, abbiamo chiesto come le Regioni si stanno muovendo sul tema social media e su un argomento complesso quale l’e-commerce proprietario.
Ma si è parlato anche di emozioni, emozionandoci. Il viaggio è sogno. Non svegliamo i viaggiatori, “non trasformiamoli da sognatori in ragionieri”, dice Mafe de Baggis parlando di storytelling collaborativo o storytravelling.
E poi la musica che per la prima volta è entrata in un convegno sul turismo non come contorno sonoro ma da protagonista. La musica è ancora un driver poco sfruttato, ma qualcuno si sta muovendo in questa direzione: Turismo Fiandre, Puglia Events, Basilicata, Friuli Venezia Giulia.
Musica come identità, musica come esperienza, musica come cultura, musica come socialità. La musica, e più in generale gli eventi, muovono milioni di persone e comunicano proprio con l’emozione. I numeri dimostrano che l’utilizzo di web, social media e mobile diventa un grande alleato.
Difficile riassumere tutto. In sessioni parellele si sono svolti dibattiti ed eventi formativi adatti a pubblici di diversa preparazione ma con uguale voglia di crescere. Ogni partecipante ha costruito il suo BTO in base ad esigenze ed interessi. Molto riuscita la formazione basic chiamata “cassetta degli attrezzi” perché nessuno nasce imparato.
In questo contesto davvero entusiasmante e contagioso è accaduto un fatto importante.

Buy Tourism Online è stato il primo evento a cui ha partecipato il nuovo direttore generale dell’Enit, Andrea Babbi, dopo la recente conferma della sua nomina ed è venuto solo per ascoltare. Le uniche brevi dichiarazioni sul portale Italia.itanticipano una rilevante novità: verrà attribuita a Enit la governance del sito e si vuole farne un laboratorio di sperimentazione e di applicazione delle più interessanti best practices nazionali. L’attesa a questo punto è molta.
Ma visto che sto scrivendo per CheFuturo mi sembra perfetto chiudere raccontando cosa è accaduto nel panel sul “Turismo del Futuro”. Il brand Italia è in forte crisi, ha perso ben cinque posizioni e si trova solo al 15° posto nella classifica di FutureBrand. In sala e su twitter è immediatamente partita l’idea di collaborare in rete per individuare la promessa che vogliamo stia sotto il nostro brand, per raccontare l’Italia nei suoi valori e nella sua ricchezza. Il turismo del futuro non parte dai turisti ma dai residenti.

Ora che sia #twitItaly, #twItaly, #storyItalia o altro si vedrà. BTO Educational c’è e si farà promotore di questa iniziativa. Perché, come scrive Paolo Iabichino, se non accade a BTO non potrà accadere da nessun'altra parte. (vedi storify)

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